mercoledì 27 agosto 2025

Gli orridi di Uriezzo e le Marmitte dei Giganti

In caso di caldo estremo, a una ottantina di km dal nostro B&B, è possibile trascorrere una giornata al fresco visitando gli orridi di Uriezzo.

Si tratta di profonde incisioni nella roccia, scavate da cascate che facevano parte dell'antico sistema di torrenti che scorrevano sul fondo del ghiacciaio del Toce, in Valle Antigorio e Formazza.


La cartina del sistema degli orridi di Uriezzo

Io ho visitato l'orrido sud, lungo circa 200 metri, in quanto ci si arriva velocemente, con una decina di minuti di cammino dal posteggio dove si può lasciare la macchina (su google maps cercate "Orridi di Uriezzo Premia").

In questa zona, col ritiro dei ghiacciai, i percorsi dei fiumi sono variati, e il torrente che ha modellato questo orrido non vi scorre più, e quindi ci si puo' camminare.

Si arriva ad uno dei punti di ingresso/uscita (sono due) e si scende da una scaletta di ferro, è fondamentale avere scarpe da trekking e che non scivolino.

Uno dei due accessi all'Orrido Sud di Uriezzo

La scarsa luminosità, la molta umidità e le pareti lisce e levigate hanno permesso lo sviluppo di un complesso ecosistema. In queste condizioni ambientali difficili si sono adattate e sviluppate diverse specie vegetali come ad esempio i muschi e le felci.

Gli Orridi che oggi è possibile visitare sono tre: l’Orrido Sud, da molti considerato come il più bello e spettacolare, profondo da 20 a 30 metri; l’Orrido Nord-Est, molto stretto in alcuni punti, è lungo circa la metà del primo e profondo 10 metri; l’Orrido Ovest, meno caratteristico degli altri due e indicato per i più esperti, che si trova a lato della mulattiera che da Uriezzo sale verso la strada statale tra Baceno e Premia.

Un altro scorcio dell'orrido sud di Uriezzo

Esiste un quarto orrido, denominato di Vallaccia, che si trova sotto la Chiesa di Baceno ma è di difficile accesso e termina con un salto sul torrente Devero.


Una ulteriore scaletta per scendere nell'orrido sud di Uriezzo




Sempre in Valle Antigorio, in località Maiesso, lungo il corso del fiume Toce, e a pochi minuti di cammino dall'Orrido Sud, potete visitare anche le Marmitte dei Giganti, forme di erosione circolari nella roccia, insenature e cavità scavate dalla forza dell’acqua. 

Cascatelle, rocce imponenti e lisce, piccole pozze di acqua limpida danno forma a un paesaggio che non si riesce a riprodurre in fotografia, dovete goderne dal vivo!

Le Marmitte dei Giganti

Fonte di alcuni testi: siti VisitOssola e GuidaTorino

Foto: Manuela Reggiori.

mercoledì 13 agosto 2025

La cascata della Qualba

Finalmente ho potuto ammirare uno spettacolo visibile solo dal lago, infatti lo scorso luglio ho partecipato a una bellissima gita organizzata dal FAI di zona per andare alla scoperta, in battello, della Cascata della Qualba, visibile solo dal lago perchè "casca" all'interno di una proprietà privata.

La Cascata della Qualba

Il Qualba è un torrente che scorre verso il Lago d'Orta, presso il comune di Cesara riceve il torrente Ranghera e poi entra nel comune di Nonio e forma la cascata, alta circa 30 metri, prima di sfociare  nel lago.

Quel tratto di lago è poco battuto dai battelli di linea, per cui è stata una bella occasione per scoprire angoli che non avevo ancora visto e ammirare i piccoli borghi nella loro interezza.

Il piccolo borgo di Ronco

Il borgo di Nonio

Inoltre un geologo ci ha descritto il paesaggio, Maria Luisa Gregori di Ecomuseo ci ha illustrato le attività di salvaguardia del lago e per finire la scrittrice Erica Gibogini ci ha letto dei brani da un romanzo dell'Ottocento ambientato nel Cusio.

La parte sud del Lago d'Orta

Dimenticavo: gentile omaggio di un piccolo rinfresco con biscottini Camporelli, frutta e bibite.


La parte sud del Lago d'Orta


Foto: Manuela Reggiori

lunedì 5 maggio 2025

Tra le risaie novaresi

Era da un po' di tempo che volevo fare un giretto in moto nelle zone del nostro "mare a quadretti", il nome amichevole con cui tra Novara e Vercelli si identifica l'area delle risaie e qualche giorno fa, quando ho visto che sono state scelte da Nutella per rappresentare il Piemonte nella nuova collezione dedicata alle meraviglie italiane, mi sono decisa.

La Nutella con le risaie novaresi.

Uno sguardo veloce alla cartina e parto per Barengo, dominata dal suo castello (privato, non visitabile).

Il castello di Barengo

Procedendo vedo che molti appezzamenti non contengono l'acqua, forse ho scelto il momento sbagliato?

I campi delle risaie non inondati.

Il terreno, tra l’inverno e la primavera, viene "tagliato" da trattori con grandi lame d’acciaio e poi viene rivoltato per fargli prendere aria, fertilizzarlo, e curarlo. Poi viene erpicato, inondato e livellato.

In effetti ricordo di aver visto molti trattori che effettuavano quella operazione, circondati da garzette, aironi e ibis.

Gli ibis nella risaia.

Proseguo ugualmente, passo davanti al castello di Proh (visitabile, vedi sito) e a quello in semi-rovina di Castellazzo Novarese.

Il castello di Proh

Finalmente arrivo a Casaleggio, dove si trova una chiesetta in rovina, protagonista di moltissime fotografie.

La chiesetta di Casaleggio.

E qui finalmente appare il tipico panorama del mare a quadretti.


Dopo l’aratura, tra marzo e maggio, si semina, ma prima ci sono altre fasi durante le quali la risaia viene prosciugata e poi nuovamente irrigata. Ecco perchè alcuni campi erano irrigati e altri no.

Il rientro verso nord passa per Landiona arrivando poi su una strada secondaria e poco battuta a Ghemme, dove una sagra mi costringe quasi a perdermi ma mi regala una tappa molto interessante in un punto che non conoscevo, la Roggia Mora (vedi descrizione nella foto) sulla quale lavorò anche Leonardo da Vinci. E' un'opera di incanalamento delle acque affascinante da vedere, la consiglio.

La Roggia Mora a Ghemme

Informazioni sulla Roggia Mora a Ghemme

Foto di proprietà di Manuela Reggiori.


venerdì 21 marzo 2025

Passeggiata breve dalla Madonna di Luciago

Una bella passeggiata da fare a piedi parte in prossimità della chiesetta della Madonna di Luciago, a 12 km di auto dal nostro B&B, sulla strada per raggiungere il Mottarone.

Dal B&B seguite la strada per Armeno e poi proseguite per il Mottarone per circa 4 o 5 chilometri, fino a un albergo che si trova sulla sinistra, dove c'è un piazzale con in fondo la chiesetta.

Qui potete parcheggiare e vedrete, sulla sinistra, il cartello indicatore arancione per il Sas da l'Om.

Imboccate la sterrata che sale a sinistra della casa e che si infila nel bosco e, dopo un centinaio di metri, al bivio, tenete la destra e salite leggermente fino a che la strada si stringe e diventa sentiero. 

Proseguite e arriverete a un punto panoramico bellissimo con vista sul Lago d'Orta e Monte Rosa.


Seguite poi le marcature del sentiero in colore arancione,  girate intorno al colle e scendete verso la strada asfaltata per tornare al parcheggio.

Per motivi di tempo non ho potuto chiudere il giro rimanendo sul sentiero sterrato, ci proverò la prossima volta.

Il tratto che ho percorso è solo di circa 5 km ma molto panoramico, consiglio racchette e scarpe da trekking.

Foto di proprietà Manuela Reggiori.



lunedì 3 marzo 2025

Guardabosone, un piccolo borgo da scoprire

 A inizio 2025 ho fatto una passeggiata in Valsesia con una amica e poi siamo state anche a Guardabosone, un piccolo borgo a 27 km dal nostro B&B, che potete raggiungere percorrendo la strada della Cremosina e proseguendo poco oltre Borgosesia.

Ci sono passata altre volte anche in moto perchè è di strada (solo una leggerissima deviazione) per raggiungere la Panoramica Zegna.

All'ingresso di Guardabosone un invito a farsi una fotografia :)

Si trova arroccato su una collina in mezzo al verde, le sue origini risalgono al 1100 e faceva parte del marchesato di Crevacuore. Il paesino è sempre stato un po' ai margini della Storia fino a quando, nel 1600, vi si svolse una battaglia tra l'esercito dei Savoia e quello del vicereame spagnolo di Milano.

Nonostante il paese non abbia mai superato i 1000 abitanti, vi si trovano numerose chiese e cappelle, una importante cattedrale, due piccoli musei (di Scienze Naturali e della Storia delle Tradizioni Agricole) e un orto botanico.

Camminando per il borgo si attraversa il primitivo nucleo medievale.

Passeggiando per il nucleo medievale di Guardabosone.

Terrapieni ed edifici con massicce moli murarie chiudono su ogni lato i cortili, alcuni androni permettono l'uscita dall'abitato. Dotati di pozzo, e forse anche di forno, potevano, in caso di assedio, fungere da entità autosufficienti e indipendenti. I pozzi, situati in ogni quartiere, erano di uso comune ai residenti e fino al 1936, rappresentarono l'unica fonte di approvvigionamento dell'acqua.

Un affresco in uno dei cortili di Guardabosone.

Gironzolando si arriva alla Cappella del Giset (significa "chiesetto"), che si pensa fosse una cappella di un lazzaretto (XV sec.), primo luogo di culto della comunità. Rappresentano per ben quattro volte San Sebastiano, un Cristo con la Croce, una Madonna col Bambino e un San Rocco che mostra la piaga della peste, sono riconducibili al Cagnolis (fine xv secolo).


La Cappella del Giset a Guardabosone.

Guardabosone ospita anche il Progetto Artisti Pionieri, un progetto di arte diffusa dove ogni anno pittura, scultura, installazioni, sono distribuite nel borgo e si svelano ai visitatori a poco a poco mentre passeggiano.

REAWAKENING, BEYOND COMMUNICATION opera di FLORINE OFFERGELT in collaborazione con Light Design, a cura di HELLE srl.

Foto Manuela Reggiori

Testi tratti dal sito e da un opuscolo del Comune, per altre info:

https://www.comune.guardabosone.vc.it/it-it/vivere-il-comune/cosa-vedere


sabato 26 ottobre 2024

Motopasseggiate brevi

Il nostro B&B si trova in una posizione privilegiata, tra due laghi (Orta e Maggiore), appena a sud dell'inizio della Val d'Ossola, a ovest si raggiunge facilmente la Valsesia e a sud le risaie della pianura e il capoluogo della nostra provincia, Novara.
Oggi è una uggiosa e piovosa giornata autunnale ma ne approfitto (altrimenti sarei in giro in moto) per consigliare alcuni itinerari motociclistici brevi, qui in zona, che durante l'autunno regalano panorami, luci e colori impagabili. Nel blog ho già descritto alcuni di questi giri e ve ne ripropongo alcuni qui:

Valle dell'Agogna e Lago Maggiore
La parte di itinerario che da Armeno arriva a Vezzo è quanto di più rilassante ci possa essere, strada un po' stretta ma curve dolci, verdi colline, il torrente Agogna che scorre a fondo valle, trovate anche una bellissima area picnic, qualche rara cascina, solo un paio di tornanti nei pressi di Colazza e poi in discesa verso Stresa. Il ritorno costeggiando il Lago Maggiore può essere decisamente trafficato, bisogna scegliere giorni e orari con attenzione. Inoltre sulla strada ci sono alcuni autovelox. 

Lago d'Orta
Il classico itinerario che costeggia tutto il lago. La parte orientale è proprio a bordo lago mentre dopo Omegna, per scendere verso Gozzano, la strada rimane più in costa, ci sono alcuni scorci bellissimi ma non si è a bordo lago tranne che se si vuole scendere a Pella, dove c'è una bellissima passeggiata. Si può anche raggiungere il Santuario della Madonna del Sasso, in cima c'è il posteggio e dal sagrato della Chiesa si ammira uno stupendo panorama del Lago, nelle giornate limpide si riesce a vedere fino a Milano. Naturalmente lungo tutto il lago potete fare soste per ammirare le bellezze del luogo, ma ne parliamo in altro articolo. 

Cremosina e Passo della Colma
Questo è uno dei classici dei motociclisti della zona. Fare attenzione alle pattuglie il sabato e la domenica... Pero' il percorso è proprio da divertimento puro, in mezzo alle colline, curve e curve e curve. Anche qui sul percorso bellezze da scoprire e allungando un pochino si arriva a Varallo Sesia dove si puo' visitare il Sacro Monte. 

Alto Vergante e Lago di Mergozzo
Questo percorso rimane in costa rispetto al Lago Maggiore, si scende a bordo lago a Baveno, consiglio una sosta in uno dei baretti di Feriolo e poi una sosta nel borgo di Mergozzo. Rientrando la parte di strada da Gravellona a Omegna non è molto bella, ma potete fare una sosta all'outlet della Alessi a Crusinallo e poi scendere per rientrare al B&B costeggiando il lago d'Orta. 

Cremosina e Santuario di Boca
In andata potete sfogarvi con curve e curve percorrendo la Cremosina da Pogno, attenzione ai velox... Da Borgosesia rientrando passando per Grignasco percorrerete poi una strada costeggiata da vigne per arrivare all'imponente Santuario di Boca che merita sicuramente una visita. Tornate poi passando per Boca e Maggiora dove potrete trovare anche alcune cantine per degustazioni e acquisto di vini locali, per esempio quelle delle mie amiche Sorelle Conti :)

Testi e mappe di proprieta del B&B All'Ombra del Ciliegio

martedì 30 gennaio 2024

L'Oratorio della Madonna del Latte di Gionzana

Dopo una giornata di commissioni a Novara ho voluto visitare questa Chiesetta che avevo scoperto per caso sulle mappe di Google.

Il suo nome originale era Santa Maria della Scaglia ed è ornata da splendidi affreschi della fine del XV secolo.

Si trova nell'hinterland ovest di Novara, nel paesino di Gionzana.

Uno degli affreschi della Chiesa.

E' stata recentemente restaurata sia all'esterno che all'interno. Il santuario è stato inaugurato il 4 settembre 2011.

Quando arrivate superate un cancello di ferro battuto aperto e arrivate fino alla chiesetta. Non fatevi scoraggiare dal cancellino laterale, costeggiatela sulla destra e arrivate all'ingresso principale, premete il campanello e la porta si aprirà.

Il cancello esterno chiude alle 20.


Una particolarità è che nell'abside non sono rappresentati gli apostoli ma scene diverse e anche una crocifissione.



Purtroppo la MADONNA DEL LATTE è stata rubata e nella chiesa è esposta una copia fotografica.


Se volete saperne di più:

https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_della_Madonna_del_Latte

https://archeocarta.org/novara-gionzana-oratorio-della-madonna-del-latte/