sabato 25 ottobre 2014

Gusta il Lago d'Orta - Il decennale dalla scomparsa di Luigi Veronelli.

Oggi ho assistito a un altro degli interessanti eventi organizzati da Asilo Bianco nell'ambito della manifestazione "Gusta il Lago d'Orta".



Nella sempre bella cornice del Museo Tornielli di Ameno è stato dapprima proiettato un film della sezione OFF del Festival del Cinema Rurale Corto&Fieno: "Il tempo lieve. Luoghi, persone e storie a Mezzano", di Michele Corona.
Il cortometraggio descrive la contrapposizione centro-periferia e urbanizzazione-natura attraverso il racconto, i volti e i gesti di 5 abitanti di un piccolo paese nel cuore delle Dolomiti del Trentino.

Davide Vanotti, dell'Associazione Asilo Bianco, ha poi presentato il Sindaco di Ameno Roberto Neri e Alberto Dragone, del Direttivo del Comitato Decennale Veronelli, che hanno introdotto gli ospiti del successivo incontro.



Gian Arturo Rota (Direttivo) e Alberto Capatti (Direzione Scientifica) del Comitato Decennale Luigi Veronelli hanno  presentato il libro “Luigi Veronelli – La vita è troppo corta per bere vini cattivi” (Giunti Editore e SlowFood Editore), in collaborazione con la Biblioteca Giulio Macchi di Ameno.



Il Comitato decennale Luigi Veronelli è nato con lo scopo di valorizzare e divulgare il pensiero e l'opera di Veronelli, a dieci anni dalla sua scomparsa, con una serie di iniziative culturali che sono iniziate il 2 febbraio (suo giorno di nascita) 2014 e termineranno con Expo 2015.

Gli interventi sono stati molto interessanti in quanto hanno aiutato a capire il modo di essere di un uomo complesso, dai molteplici interessi, nei confronti del cibo: lui amava "camminare la terra" cioè degustare e assaggiare cibi dei quali conosceva i produttori, ai quali spesso dava consigli spassionati e  sinceri.
Un personaggio che, anche attraverso un programma televisivo forse tra i primi ad occuparsi di "cucina", seppur non in senso strettamente "culturale" ma più popolare, si è affermato presso il grande pubblico, fama che gli consentì successivamente di potersi esprimere senza compromessi, andando incontro anche a polemiche e scontri.
Una figura che ha sollevato anche molte questioni cruciali in ambito alimentare, delle quali una importante, che riguarda l'olio, è ancora irrisolta e vuol essere dal Comitato riproposta all'attenzione del pubblico.



E' stata poi la volta di Lorella Zoppis Antoniolo, presidente del Consorzio per la tutela dei Nebbioli dell'Alto Piemonte, che ci ha spiegato come le province di Novara, Vercelli, Biella e Verbania fossero coltivate a viti molto prima delle Langhe e del Monferrato.
La terra di queste zone è molto particolare perchè è molto diversificata, vi troviamo sedimenti marini, pietre di origine vulcanica, blocchi di porfido, non per niente è una zona molto visitata anche dai geologi.
Queste zone, dotate anche di un clima favorevole, sono adatte alla coltivazione dei vitigni di Nebbolo e producono vini eleganti, di grande qualità e finezza, terre dove i piccoli produttori sono stati capaci di preservare l'identità dei propri prodotti.
La Signora Antoniolo ci ha spiegato anche come le aree destinate a vitigni siano diminuite drasticamente negli ultimi decenni a causa di malattie (filossera) o calamità naturali (trombe d'aria).
Anche questo è stato un intervento molto interessante, che ha calamitato l'attenzione del pubblico.



Alla fine abbiamo potuto godere di una degustazione di vini, a cura del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, e di prodotti a km 0 dell'azienda Shangri-la di Borgomanero.




Gusta il Lago d'Orta - Storie di pane: dalla dittatura dei semi alla simbologia del pane.

Questa sera Asilo Bianco ci ha stupiti nuovamente con una serata bellissima, all'insegna di uno dei prodotti alimentari più semplici: il pane.

La cornice è stata ancora una volta quella del Museo Tornielli di Ameno, dove è allestita la mostra "I frutti dell'arte", progetto che fa parte del concorso "La scuola per Expo 2015" indetto dal Ministero dell'Istruzione, a cui hanno partecipato alcune classi delle scuole di Gozzano e di Armeno.


Le opere dei ragazzi traggono spunto da 3 artisti di epoche e stili diversi, Leonardo da Vinci, Giuseppe Arcimboldi e Giuliano Mauri, e per realizzarle si sono impegnati a scoprire, capire e analizzare il territorio in cui vivono, quello del Cusio.





La serata è iniziata con la proiezione di un film/documentario della sezione OFF del Festival di Cinema Rurale "Corto&Fieno" dal titolo "Lo spirito del grano. I custodi della terra" di Donato Nuzzo, Fulvio Rifuggio e Isidoro Colluto, che ho trovato molto interessante.
Attraverso una serie di interviste il film documenta l'impegno di alcuni agricoltori, mugnai e panificatori, di ogni parte d'Italia, nel voler perseguire modalità di coltivazione  e lavorazione dei diversi tipi di grano e di cereali il più possibile naturali. Ci racconta anche, però, delle difficoltà derivanti da leggi che impediscono la libera circolazione dei semi, costringendo di fatto gli agricoltori ad acquistarli dalle multinazionali e imponendo così un regime controllato.
Ci si pone anche delle domande circa l'aumento esponenziale delle allergie ai cereali che si sta manifestando in questi ultimi anni.


Prima e dopo il film abbiamo potuto ascoltare i commenti di uno dei registi, che era presente in sala.


Successivamente uno dei monaci benedettini del Monastero di Germagno (nei pressi di Omegna), ci ha parlato della simbologia del pane sia dal punto di vista laico che da quello religioso.
Nelle civiltà mediterranee il pane è simbolo di fatica, del lavoro dell'uomo e rappresenta il cibo per eccellenza. Dovrei dire "rappresentava" perchè ci è stato illustrato come il consumo sia diminuito di quasi l'80%.
Il monaco ci ha parlato anche del Monastero, delle regole di preghiere dei Monaci Benedettini (una sessione addirittura è alla 1 di mattina!) e delle attività che vi si svolgono, alcune delle quali producono confetture e creme che vengono vendute al pubblico (anche via web).

La serata si è chiusa con una degustazione di pani caserecci (di grano duro, di grano saraceno integrale, e di grano e riso) prodotti da Marcus Gasser di Villa Pastori con farine della Cascina Canta di Gionzana (Novara) che abbiamo potuto accompagnare proprio con le marmellate prodotte dal Monastero di Germagno, squisiti entrambi!



I cestini per i pani e le pinze sono prodotti dalla Metallurgica Motta di Omegna.












sabato 13 settembre 2014

La chiesa di San Filiberto ad Alzo

All'ingresso del paese di Alzo, verso il lago, si trova la Chiesa di San Filiberto (a 9 km dal B&B).

Oggi, l'occasione più unica che rara ci è stata regalata dalla Associazione Culturale Famiglia Alzese, dalla Associazione Storica Cusius e dal Soroptimist Club Alto Novarese che, col patrocinio della Parrocchia di Alzo e Pella e del Comune di Pella, hanno organizzato una giornata di studio su questa bella chiesa romanica e sulla riviera occidentale del Lago d'Orta.
Tale iniziativa comprendeva anche la visita guidata della chiesa, generalmente chiusa al pubblico, sul cui sito sono stati recentemente effettuati degli scavi archeologici e degli interventi di risanamento ad alcune cappelle pericolanti della Via Crucis che compongono il recinto che chiude il complesso.




Francesca Garanzini, della Soprintendenza ai Beni Archeologici del Piemonte, ci ha illustrato il ritrovamento effettuato durante gli scavi: un basamento di abside a un livello inferiore rispetto all'attuale pavimentazione della chiesa, fatto di pietre tenute insieme con scarso materiale legante, il che fa supporre una discreta abilità nel costruire, che daterebbe il reperto a più o meno lo stesso periodo del campanile e non lo farebbe risalire ad epoche precedenti.





Il campanile, come ci ha illustrato l'architetto Angelo Marzi, risale a circa il 1100 e purtroppo è stato rovinato parzialmente in epoche successive con sommarie intonacature che ne hanno compromesso la splendida estetica romanica. Inoltre, negli ultimi due secoli, 2 fulmini hanno colpito la parte superiore del campanile, causando delle infiltrazioni di acqua piovana che hanno deteriorato la scala interna, che necessiterebbe di restauro, per il quale pero', come al solito, mancano i fondi.
A tal proposito è stato stampato un libro il cui intero incasso della vendita sarà devoluto a questo scopo (contattare l'Associazione Famiglia Alzese).




All'interno, la signora Valeri dell'Associazione Famiglia Alzese ci ha spiegato che fino agli anni 30 l'altare era abbellito da una pala raffigurante l'adorazione dei Magi, con ai lati due quadri che rappresentavano S. Filiberto e S. Giulio, che a un certo punto sono spariti e dei quali non si è saputo più nulla.

Marina Dell’Omo, storico dell'arte ed esperta della cultura figurativa tra 600 e 700 in ambito novarese e lombardo, ci ha spiegato come l'ancona, particolare decorativo tipico del Cusio, sia una delle meglio conservate della zona, anche perchè si sono mantenute intatte le due porte che permettono l'accesso all'abside.





Sulla parete destra si puo' notare una parte di affresco, scoperto agli inizi del secolo, che sembrerebbe rappresentare San Filiberto nell'atto di compiere un miracolo, sostenuto dalla presenza della figura del Cristo, riconoscibile dall'aureola. In caratteri gotici si legge il nome di San Filiberto. Purtroppo il resto della scena è coperto da uno spesso strato di intonaco e non esistono informazioni per interpretarlo nel modo corretto.





Un riferimento storico preciso alla Chiesa lo si trova solo nel 1200, in documenti che attestano il pagamento delle tasse al Capitolo di San Giulio ma la cappella risale di sicuro agli anni attorno al 1000 ed è considerata una delle più antiche della riviera occidentale del Lago d'Orta.

Ulteriori informazioni nella scheda pubblicata sul sito del Comune di Pella.





mercoledì 13 agosto 2014

ORTA RELOADED: il lago riprende vita?

Il Museo di Storia Quarnese in collaborazione con Ecomuseo del Lago d`Orta e Mottarone ha organizzato una conferenza che si è svolta lo scorso 12 agosto, a Quarna Sotto, nell'Auditorium del Museo Etnografico e dello Strumento a fiato.

L'occasione è stata propizia per scoprire un altro angolo dell'entroterra occidentale del Lago d'Orta.


Il lago d'Orta visto dalla strada che da Omegna porta a Quarna Sotto

Da Omegna, in circa 20 minuti di auto, lungo una strada che presenta parecchi tornanti, si raggiunge Quarna Sotto, detta il "Paese della musica" per via della secolare produzione di strumenti musicali a fiato, che prese avvio nella prima metà del XIX secolo su iniziativa di alcuni artigiani che avevano appreso il mestiere a Milano.



Il Museo Etnografico e dello Strumento a fiato è tra i pochissimi musei musicali esistenti e si distingue perché illustra in particolare i vecchi metodi di lavorazione.



Dopo la visita al museo si è svolta la conferenza sul tema della situazione del lago d’Orta a 25 anni dall’intervento di recupero ambientale.
Sono intervenuti Marina Manca, Direttrice dell`Istituto per lo Studio degli ecosistemi - CNR Verbania, Andrea Del Duca, Direttore Ecomuseo del lago d`Orta e Mottarone, Walter Zerla, fotografo, Giuseppe Morabito, Istituto per lo Studio degli ecosistemi - CNR Verbania.
La dottoressa Manca ha illustrato brevemente i risultati dei lavori che hanno portato al risanamento del lago d'Orta (a breve vi racconterò come, nel dettaglio) spiegando che per ritenere davvero raggiunto il successo si dovrebbero reintrodurre le ultime 3 specie di pesci che ancora mancano: il lavarello, l’agone e la bottatrice.


La presenza dei pesci nei vari periodi (il liming è stato effettuato nel 1989).
Il dottor Morabito ha illustrato il progetto S.A.I.L.I.N.G., attraverso il quale si sta monitorando la qualità delle acque del Lago Maggiore e che si spera presto di introdurre anche nel lago d'Orta. 

Sarebbe molto importante, infatti, riuscire a mantenere costante il monitoraggio, ma purtroppo i fondi non sono mai sufficienti per questo tipo di iniziative (mentre per la "sagra del fungo mezzo maturo e mezzo no, colto nella valle di non so dove" chissà come mai i soldi saltan fuori...)



Altre notizie su Quarna, per chi ha tempo per leggere:

Nel 1970 fu terminata la carrozzabile che porta all'Alpe Camasca, un vasto e bell'alpeggio, sede tradizionale dei festeggiamenti di San Rocco che originano dalla festa di Sant'Egidio, organizzata nei primi anni del Novecento da Egidio Rampone, titolare della prestigiosa fabbrica di strumenti a fiato, per celebrare il suo onomastico. La festa fu poi spostata al 16 agosto e continua ad essere un appuntamento molto sentito da quarnesi.

L'alpe Camasca fu anche sede del primo (e maggiore) lancio di armi e munizioni da parte di quadrimotori statunitensi (18 gennaio 1945), la località fu scelta in quanto sede stabile, fin dal 1943, di un gruppo di partigiani. Nel 1944 tutte le baite dell'alpe furono date alle fiamme decretando la fine delle tradizionali attività di coltivazione e allevamento dell'alpeggio dove, fino a quell'epoca, gran parte della popolazione di Quarna Sotto trascorreva i mesi estivi. Attualmente l'alpe è percorsa da numerosi sentieri per escursioni tra le quali la salita alla Massa del Turlo.

Alcune parti dei testi sono tratte dal sito dell'Ecomuseo, la tavola con le specie dei pesci è tratta dalla presentazione della Dottoressa Manca del CNR.



martedì 5 agosto 2014

Motopasseggiate - La terra tra i due laghi.

Se state pensando di trascorrere 2 o 3 giorni in una zona che vi permetta di unire giri in moto divertenti a visite naturali e culturali, vi consigliamo l'Alto Piemonte, tra il Lago d'Orta e il Lago Maggiore.
Il nostro B&B è un'ottima base di partenza (www.allombradelciliegio.it).

Ecco un primo giretto che consiglio agli amici Motociclisti: non è molto lungo (circa 45 km) ma si possono inserire soste per visitare le bellezze della zona.

Oggi era la giornata ideale per ripercorrerlo e potervelo descrivere al meglio.

Uscendo dal B&B, girate a destra e poi ancora a destra, sulla strada che i motociclisti percorrono abitualmente per salire al Mottarone, verso Armeno.

Dopo un paio di km deviate per un attimo verso il Monte Mesma: trovate il cartello che vi fa salire a destra, per una stradina percorribile agevolmente in moto, su fino al Convento dei Francescani, da cui potrete ammirare un panorama spettacolare del Lago d'Orta.

Vista del Lago d'Orta dal Monte Mesma
Riprendete poi la strada precedente e a Miasino, a circa 5 km dal B&B, se necessario, troverete il benzinaio e dopo 500 metri un piccolo supermercato dove eventualmente farvi fare dei panini. Proseguite verso Armeno e fate una piccola deviazione per fermarvi, all'ingresso del paese, a visitare la chiesa romanica di Santa Maria Assunta che ha mantenuto tutto il suo fascino e che contiene degli affreschi del XV secolo.La chiesa è tra le poche quasi sempre aperte.


Ad Armeno trovate anche benzinaio e tabaccaio oltre che vari negozietti di generi alimentari.
Uscendo dal piazzale della chiesa girate a sinistra per ritornare all'incrocio da cui siete arrivati, girate di nuovo a sinistra per proseguire sulla strada principale verso Gignese (dopo 1 km c'è un supermercato un po' più grande del precedente).

Il verde quest'anno è intenso, dopo tutte le piogge, e oggi mi accompagna una piacevole brezza che mitiga il sole di agosto, che, quando si fa vedere, scalda come deve scaldare il sole estivo. I cavalli nei recinti, le mucche al pascolo, i giardini curati: panorama rilassante per gli occhi e per la mente.

Il torrente Agogna
Si scende nella valle dell'Agogna e poi si risale per arrivare a Sovazza, proseguite verso Gignese, la strada costeggia il torrente Agogna con saliscendi e dolci curve in mezzo al verde, traffico praticamente assente.
Questo è il pezzo più bello del percorso, dal punto di vista motociclistico perchè non ci sono paesi, la strada è abbastanza ampia ed è un susseguirsi di curve.


La valle dell'Agogna.

A circa 17 km dal B&B ecco Gignese, che gravita già in zona Lago Maggiore, lo capirete dal maggior movimento in paese e sulle strade. Il paesotto è un tipico centro turistico, quindi troverete benzinaio,negozi,bar,ristoranti,agriturismi. Inoltre potrete visitare il Museo dell'Ombrello e del Parasole e poi decidere se scendere verso Stresa e costeggiare il Lago Maggiore oppure se percorrere la strada dell'Alto Vergante. Potete anche fare una deviazione verso il GIARDINO ALPINIA , dove scoprire tante tipi di piante diverse e godere di un panorama mozzafiato sul Lago Maggiore.



Con il nome di "Vergante" si indica normalmente il fianco orientale delle colline che fiancheggiano a ovest il bacino inferiore del Lago Maggiore, tra Feriolo e Arona, ricco di boschi e sentieri ben segnalati e facilmente percorribili.
Io vi consiglio di provare almeno una volta a percorrere la seconda, quindi uscendo da Gignese tenete la destra seguendo il cartello per Stresa e, dopo essere passati per l'abitato di Vezzo (attenzione: tra Gignese e Vezzo ci sono alcuni autovelox fissi) seguite i cartelli per l'Alto Vergante, giungerete così a Carpugnino, dove consiglio una sosta per la visita alla chiesa romano-gotica di San Donato, monumento nazionale dal 1902, che la tradizione vuole costruita sui resti di un tempio dedicato al dio Sole.



Proseguendo sulla strada principale arriverete a Massino Visconti, da cui vedrete bellissimi scorci del Lago Maggiore e dove potrete ammirare resti del castello visconteo.

Vista del Lago Maggiore da Massino Visconti
A Massino, inoltre, c'è la Chiesa di San Michele, sempre visitabile, nota per il suo campanile romanico pendente, unico resto della costruzione originaria, datato tra il 1025 e il 1050.
La chiesa di S.Michele a Massino Visconti
Sulle pareti della singolare abside quadrata, si può ammirare un ricco ciclo affreschi quattrocenteschi: la teoria degli Apostoli, i profeti, la figura del Cristo Pantocratore tra s. Michele Arcangelo e una Madonna del latte in trono e altri santi (fonte sito Comune Massino Visconti).

Particolare del ciclo di affreschi della Chiesa di San Michele a Massino Visconti
Percorrete poi tutto il Vergante fino a Invorio - dove è rimasta una torre alta 17 metri e  ben conservata di un castello del XI secolo -  da cui prenderete la strada tra i boschi che porta a Bolzano Novarese ed al B&B.

A Bolzano Novarese consiglio la visita della chiesa di S.Martino di Ingravo, che contiene affreschi del XV secolo e che è la protagonista di un piccolo racconto "a puntate", qui sul blog, che ve ne svelerà la storia.

Google Maps





domenica 20 luglio 2014

OT - bellezze d'Italia: la via Julia Augusta in Liguria.

Abbiamo trascorso 3 giorni in Liguria e abbiamo avuto la fortuna di trovare un B&B molto ospitale in una posizione fantastica con un terrazzo proteso sul mare, allietato da tante piante di specie diverse e due pini marittimi che elargiscono un'ombra provvidenziale: si trova sulla Via Julia Augusta, costruita nel 13 a.C. per volere dell’Imperatore Augusto per collegare Roma alla Gallia meridionale, in quel tratto tra Alassio e Albenga che è uno dei percorsi storici-naturalistici a picco sul mare tra i più suggestivi della Liguria.
Questa strada romana è stata l’unica via di comunicazione di terra che attraversava il ponente ligure fino al primo Ottocento, quando si iniziò la costruzione della attuale via Aurelia.



Uscendo da Alassio seguendo le indicazioni per Solva, si arriva sul panoramico Piazzale di S.Croce, che prende il nome dalla chiesetta menzionata per la prima volta in una bolla di papa Alessandro III del 1169, come priorato appartenente al monastero benedettino dell’isola Gallinaria.

La chiesa di S. Croce
Della costruzione originaria rimane poco (abside e fianco sinistro), in epoche diverse si sono aggiunti il portale laterale e il porticato. La chiesa andò in rovina nel corso dei secoli e fu restaurata negli anni Settanta. Dal piazzale si passa sotto un arco in pietra, definito da uno scrittore “The Portal to Paradise” e si procede lungo una stradina stretta (ci puo' passa un unico veicolo non troppo grande) purtroppo molto dissestata e poco curata, mentre invece potrebbe essere valorizzata quale percorso sia per passeggiate a piedi che in bicicletta.
Come al solito non si riesce a capire come le bellezze naturali e le vestigia storiche del nostro Paese, se valorizzate e comunicate con cura, potrebbero aiutarci a riguadagnare la posizione persa nella graduatoria delle mete preferite dai turisti.

The Portal to Paradise
Proseguendo immersi nella profumata vegetazione mediterranea, si raggiunge la chiesa di Sant’Anna ai Monti, antichissima, prima parrocchia di Alassio, edificata, sembra, prima del Mille anche se non c'è ancora certezza sul periodo della sua fondazione che, di sicuro, è legata alla presenza di un piccolo insediamento abitato, forse la prima Alassio, di cui ora rimangono solo rovine mai restaurate o preservate.



La chiesa di S. Anna ai Monti

Nel corso dei secoli la chiesa ha subito danneggiamenti ed è stata adibita anche ad uso agricolo, poi fu restaurata negli anni Settanta.

Passeggiando, una mattina l'ho trovata aperta e ho scambiato due parole con chi stava in quel momento pulendo il cortile antistante da sterpi, cartacce e siringhe :(((
Ho chiesto se potevo vedere l'interno, e molto gentilmente sono stata introdotta in un locale dove si trovano parti di affreschi molto rovinati.
 
 


Mi è stato spiegato che ora la chiesa è proprietà privata e probabilmente si procederà a un ulteriore restauro, soprattutto di una nicchia dove la parete sconfina nella roccia e dove si presume esista un affresco nascosto dai successivi intonaci.
Alle spalle della chiesetta, sulle pendici della collina, ci sono ancora i resti della prima Alassio, ma nessuno si è mai preoccupato di renderli visibili e valorizzarli.
Continuando la passeggiata si arriva al nostro B&B Oasi, la strada proseguirebbe poi per Albenga ma, purtroppo, dopo qualche centinaio di metri è interrotta da una frana dal mese di Aprile 2014 e non è stata ancora ripristinata e messa in sicurezza.


Itinerari suggeriti:

1. percorso semplice e turistico: percorrere la via Julia Augusta da Alassio verso Albenga partendo dalla chiesa di Santa Croce (20 min. in salita a piedi da Alassio oppure si usa l'auto e la si lascia nel posteggio gratuito sul piazzale) per giungere a Vadino lungo la strada romana, ritorno a piedi o in autobus (andata: 1 ora e mezza).

2. percorso ad anello, più impegnativo, anche questo molto panoramico, ideale per amanti di trekking e mtb: si parte da Santa Croce, si prende il sentiero Santa Croce - Monte Bignone (segnavia punto rosso), quando si giunge a un trivio si prosegue verso la discesa lungo la balconata (segnavia onda), tracciato panoramico che scorre in cresta parallelo alla strada romana, fino a incrociare l'Alta Via Baia del Sole (segnavia doppio pallino rosso). A questo punto si scollina verso la piana di Albenga, si raggiungono il Pilone romano e i resti del teatro (in terreno privato); svoltando a destra si scende su asfalto fino a una piccola cancellata bianca. Scesi pochi gradini, ci si ritrova in mezzo all'area di sepoltura romana e al percorso originale della via Julia Augusta. Il ritorno verso Alassio è su uno sterrato pianeggiante (3 ore circa).

Alcune parti di testo e gli itinerari sono stati tratti da:
www.alassio.eu
www.savona.mentelocale.it



domenica 6 luglio 2014

Impara l'arte...

Non ho avuto una formazione "artistica", non conosco e non seguo gli sviluppi dell'arte contemporanea, e mi sento sempre un po' fuori posto quando vado a vedere la mostra di un artista moderno, pero' mi piacciono le cose belle, belle per me, ovviamente, quelle che mi danno un'emozione, quelle che mi fanno vibrare le corde dell'anima, quelle che creano un moto interiore.


Opera di Claudia Maina.


Studi Aperti, la rassegna (di cui ho già parlato) organizzata da Asilo Bianco che si è svolta da venerdì pomeriggio a domenica sera, ha saputo davvero coinvolgermi.
Un museo diffuso che per quasi 3 giorni ha mescolato arte contemporanea, letteratura, design e architettura.
La decima edizione aveva come titolo "Food connection" e rimandava alle tematiche affrontate da Expo2015.
Tutte le iniziative erano incentrate sulle connessioni tra creatività e cibo, erano gratuite e  si sono svolte in numerose location, pubbliche e private, nel comune di Ameno.

Venerdì ho assistito all'inaugurazione (vedi post).
Domenica ho trascorso mezza giornata camminando, finalmente con la lentezza che ogni tanto ci dovremmo concedere, tra le vie di Ameno, che già da solo è una piccola opera d'arte a cielo aperto, iniziando alle 9.30 con la "Colazione con l'autore".

Davide Vanotti
Davide Vanotti, scrittore e insegnante, è curatore delle attività letterarie di Asilo Bianco e di Studi Aperti.
Ha incontrato il pubblico nel cortile della sua abitazione, il Vecchio Asilo di Ameno che ha aperto per questa occasione, per una lettura di un paio di brani tratti dal suo blog "I diari di Malidor", dalla sezione "ricettario", dove coniuga l'arte culinaria con quella letteraria.
Due ricette semplici, con ingredienti semplici e di stagione, descritte sapientemente,  parole con cui l'autore è riuscito a dipingere un quadro che si colorava a poco a poco davanti a noi.
Alla fine delle letture una colazione con la fugascina e una ricotta preparata da Davide con uvette, miele e una punta di limone: squisita!

Ho poi girovagato per le viette entrando in tutti gli spazi allestiti che trovavo aperti (clicca qui per la raccolta di foto).

Opera di Alba Folcio.

Alle 11.00, infine, ho avuto modo di visitare un'altra abitazione privata, Villa Pastori, proprietà di tedeschi che l'hanno adibita a struttura ricettiva, in quanto vi si è svolto un concerto per pianoforte.
Dal centro del paese, seguendo il percorso guidato sono arrivata al grande giardino che si stende verso le colline per poi entrare in un cortile sul quale si affaccia un laboratorio di stamperia.

La stamperia di Villa Pastori
La pianista era la giapponese Satoko Kato, che ha studiato ad Osaka, Amsterdam e Zurigo, ha vinto parecchi premi internazionali, ha suonato in tutto il mondo, è direttrice artistica di una serie di concerti ed insegna. Sono arrivata che stava ancora provando.

Satoko Kato

Il concerto, che si è svolto in un grande spazio con il tetto a vista in legno, chiuso da vetrate che si affacciano sul verde circostante, è stato molto coinvolgente, con brani anche difficili, ma che, per la maggior parte, mi sono piaciuti.
Gli ultimi due sono stati accompagnati dalla proiezione di un filmato che rappresentava lo scorrere dell'acqua e che ben si integrava con il brano che la musicista stava suonando.


Per chiudere la mattinata sono passata dallo studio di Giancarlo Bedoni che è stato una vera sorpresa: attrezzi e macchinari del tempo che fu, ancora utilizzati per dare forma al legno e tante opere esposte!

Lo studio di Giancarlo Bedoni.
La sera non ho saputo resistere al richiamo del blues: al parco neogotico di Ameno, in centro, si sono esibiti i Blue Stuff, che hanno chiuso la Xma edizione di Studi Aperti.


Questo gruppo (col quale ha collaborato anche Edoardo Bennato) è nato nel 1982 per volere di Mario Insenga, il batterista, un vero personaggio da palcoscenico, che ci ha spiegato la storia di ogni brano coinvolgendoci così ancor di più nella musica.



Peccato che si sia scatenata la pioggia che ci ha fatto scappare...

Sono 8 anni che vivo a Bolzano Novarese e per i soliti mille motivi che ci impediscono sempre di dedicarci a noi stessi, non avevo mai vissuto così a fondo una giornata a Studi Aperti, me ne dispiaccio, nella consapevolezza che nei prossimi anni questo evento sarà per me una tappa imprescindibile!

Ps: ho tratto le informazioni sugli artisti dal programma ufficiale di Studi Aperti edito da Asilo Bianco.