venerdì 15 maggio 2020

ll B&B e il COVID-19 - RIAPERTURA 18 MAGGIO 2020

DAL 18 MAGGIO il B&B puo' riaprire: inizialmente solo per Ospiti Piemontesi, dal 3 giugno per tutti.

E' stato emesso un protocollo che ci è stato inviato da Regione Piemonte per le procedure di sicurezza, che naturalmente verranno adottate anche da noi.

Per garantire il distanziamento sociale PER I PRIMI MESI DI APERTURA DOPO L'EMERGENZA il nostro B&B si proporrà IN USO ESCLUSIVO a una coppia/famiglia alla volta (soggiorno minimo di 2 notti) in modo da avere tutto lo spazio a disposizione senza contatti con persone estranee.

Scriveteci per ulteriori dettagli circa le procedure di sicurezza e l'ospitalità.

Venite a scoprire le bellezze naturali e artistiche dei nostri territori, potete documentarvi qui sul blog, sul nostro sito o sulla nostra pagina facebook.

Vi aspettiamo!

Manuela
Cell. 335.5716654
www.allombradelciliegio.it


Il B&B All'Ombra del Ciliegio

lunedì 20 aprile 2020

Orta, acquerello di Dio (Piero Chiara)

Siamo al 42mo giorno di chiusura del B&B, #restiamoacasa ma possiamo viaggiare con la fantasia!

Proviamo a immaginare di vedere i luoghi dei nostri territori con gli occhi degli scrittori, dei pittori e dei poeti, italiani e non, che li hanno visitati e in cui hanno soggiornato, facendosi rapire e ispirare dalla sua bellezza!

Piero Chiara (1913-1986): da " Il silenzio di Orta", 1983.


Isola di San Giulio - Autore del quadro: Pierangelo Vicario

<<Quando il Creatore ha dato colore al mondo, deve aver usato prevalentemente tinte forti e dense, coprenti.
Ma in qualche luogo, preso da un estro romantico o per vincere una sua divina malinconia, ha impiegato tinte diluite e trasparenti.
Non il nero fumo dell’ira, non il cinabro della passione, o il blu di Prussia venefico, ma solo il cobalto, il rosa, il lillà e il verde pallido.
A Orta per esempio, ha dipinto spargendo acqua, certo benedetta, sul foglio intatto del cielo, e poi spruzzandovi  poche gocce di verde e d’azzurro, un frustolo di rosso subito sfumato in rosa e qualche piccolo grumo di bianco.
Così, lago, cielo, colle e monte, muri, embrici e alberi si fondono e sfumano nel nulla come in nessun altro luogo, tremolano dietro un velo di luce, esitano a mezz’aria, quasi miraggio o Fata Morgana sopra incerto orizzonte.


Isola di San Giulio - Autore del quadro: Giorgio Ramella

Orta, acquerello di Dio, sembra dipinta sopra un fondale di seta, col suo Sacro Monte, alle spalle, la sua nobile rambla fiancheggiata da chiusi palazzi, la piazza silenziosa con le facciate compunte dietro le chiome degli ippocastani, e davanti, l'Isola di san Giulio, simile all'aereo purgatorio dantesco, esitante tra acqua e cielo.

Orta San Giulio-Piazza Motta - Autore del quadro: Pierangelo Vicario

Il silenzio si addice a Orta, perché pare basti un frastuono, un rimbombo o un urlo a rompere il sipario di mussola sul quale è dipinto il suo paesaggio.
Poche, caute presenze già ne turbano l’aria: nessun pesce sporge il capo dalle acque, gli uccelli zittiscono nel fogliame, mentre da sempre sgocciola, fresco e vibrante,  il divino acquerello>>

Isola di San Giulio - immagine tratta dal sito FieldstoneArt


sabato 4 aprile 2020

Un Supervulcano in Valsesia


I nostri territori, di rara bellezza naturalistica, vantano tante ricchezze artistiche e propongono molte iniziative culturali ma non è finita: poco lontano dal nostro amato Lago d’Orta è stato scoperto, una ventina di anni fa, un SUPERVULCANO fossile.
Questa caratteristica particolare del terreno ha anche positive ricadute sulla coltivazione dei vigneti.

Molti geologi vengono a studiare le rocce della Valsesia

Rocce della Valsesia
Ma cos’è un Supervulcano? 
Non lo sapevo, mi aiuto con Wikipedia e capisco che è una di quelle 10-12 grandi aree al mondo, dal  diametro di varie decine di chilometri, che si sono formate dopo che un’eruzione ha svuotato un vulcano e lo ha fatto sprofondare. Sono strutture che non sono dei veri e propri vulcani e all’interno delle quali ci possono essere vari crateri o altre formazioni quali geyser, fumarole, sorgenti termali, ecc. Alcuni esempi sono il parco di Yellowstone (Usa) e i Campi Flegrei (zona di Napoli).

La zona dei Campi Flegrei (Napoli)
Il territorio del Sesia Val Grande Geopark contiene una straordinaria varietà di rocce e forme del paesaggio che derivano da diversi processi geologici: tutta l'area mostra gli effetti delle numerose trasformazioni accadute in centinaia di milioni di anni.

Il prof. Silvano Sinigoi, professore di Petrografia all’Università di Trieste, ha studiato la geologia del territorio valsesiano dal 1979, continuando gli studi del prof. Giorgio Rivalenti, professore di Petrologia e Petrografia dell'Università di Modena (un pioniere degli studi della geologia della Valsesia). Negli anni ’80 iniziò a collaborare con il prof. James Quick, prorettore della Southern Methodist University di Dallas e nel 2009 presentò la sua scoperta, che fece il giro del mondo e fu riportata dalla tv e dalla stampa nazionale e scientifica: dimostrò che le rocce magmatiche e vulcaniche di quella zona appartengono ad un unico sistema magmatico attivo tra 290 e 280 milioni di anni fa e ormai fossile.

Il prof. Sinigoi - foto NovaraPuntoCom

Circa 300 milioni di anni fa un vulcano è esploso eruttando un'immensa quantità di materiale e sprigionando un'energia pari a 250 bombe atomiche. Tra 60 e 30 milioni di anni fa gli stessi processi che hanno formato le Alpi hanno sollevato e ruotato la parte di crosta terrestre in cui si trovava il vulcano esploso, mettendone in evidenza il sistema di alimentazione, fino a circa 30 km di profondità: si tratta di un caso unico al mondo!

Cartina della zona del Supervulcano - Fonte: volantino Sesia Val Grande Geopark

Tutta quest’area fa parte del Sesia Val Grande Geopark riconosciuto dall'UNESCO il 5 settembre 2013 e diventato, nel novembre 2015, "UNESCO Global Geoparks”.
E' possibile vederlo in un'area che comprende Valsesia e Valsessera, fino a lambire il lago Maggiore. Per promuoverne la peculiarità geologica esiste l'Associazione geoturistica "Sesia Val GrandeGeopark"


Fonte dei testi: www.supervulcano.it



mercoledì 19 febbraio 2020

La PLASTIC REVOLUTION sul LAGO D'ORTA

Oggi nella scenografica sede di Villa Nigra a Miasino, Asilo Bianco e Legambiente hanno presentato il progetto LAGO D'ORTA PLASTIC REVOLUTION, uno dei vincitori del bando "PLASTIC CHALLENGE. Sfida alle platiche monouso" di Fondazione Cariplo.
Erano presenti i Sindaci dei 4 comuni che hanno partecipato: Ameno, Briga Novarese, Miasino e Orta San Giulio.

I Sindaci che hanno partecipato al Bando e la Presidente di Asilo Bianco Enrica Borghi.
L'ente capofila del progetto è il Circolo di Legambiente "Gli Amici del Lago", già molto attivo nelle zone del Lago d'Orta e del Lago Maggiore.

Sono previste molte azioni nei territori dei Comuni aderenti, a partire dalla distribuzione per ogni nucleo familiare di un cestello portabottiglie provvisto di 6 bottiglie di vetro che verrà consegnato insieme ad una mappa delle fonti d'acqua sicure e accessibili sul territorio.

L'obiettivo generale del progetto è la diminuzione della plastica monouso non solo tra i cittadini ma anche duranti gli eventi culturali e sportivi, nelle scuole e nelle comunità mediante diversi accorgimenti che sono stati presentati durante la conferenza stampa.
Verranno organizzati anche incontri di sensibilizzazione con esperti e un Plastic Revolution Festival.

La percentuale di raccolta differenziata in ambito privato nel Novarese ha raggiunto ottimi risultati (65%) ma si può migliorare, soprattutto nelle attività fuori casa.

I dati di raccolta rifiuti del 2018 nei 4 comuni aderenti.
Verranno sensibilizzati anche i negozi e le attività ricettive e ristorative.
Hanno già dato il sostegno al progetto molti enti, che si impegnano, in questo modo, a promuovere in prima persona le buone pratiche in questa materia.





Uno scorcio di Villa Nigra di Miasino











martedì 29 ottobre 2019

Bake&Roll: cupcake, pasticceria e gelati con amore.


Ho conosciuto Federica grazie alla nostra comune passione per la motocicletta e ho potuto "seguire" virtualmente la nascita di questa nuova attività, un po' decentrata rispetto alla nostra area del Lago d'Orta ma che è una tappa che consiglio vivamente se un giorno vien voglia di una bella gita verso l'Ossola e le sue bellezze.
Vale proprio la pena sostare per la colazione o per la merenda nel negozio di questi due ragazzi giovani e intraprendenti che con amore stanno dando vita al loro sogno.
Un locale grazioso, accogliente, pulito e ordinato, con bella musica di sottofondo, che nei vari momenti della giornata si adatta al target dei frequentatori, una scelta di dolci invidiabile e la nuova produzione di gelato.

I cupcakes di Bake&Roll

Federica e Gianluca hanno aperto la loro pasticceria il 12 maggio 2019 e hanno deciso che ogni prodotto proposto debba uscire esclusivamente dalle loro mani, tranne lo yogurt, che acquistano a Crampiolo, paesino incastonato nell'Alpe Devero.
La proposta principale è costituita dai cupcake, dolci di tradizione americana a cui Federica e Gianluca si ispirano, ma che hanno rivisitato in chiave italiana in modo da soddisfare tutti i gusti, anche i più diffidenti, e anche un po' la dieta: infatti nelle loro  guarnizioni non è presente il burro ma un mix di latticini diverso a seconda del gusto che si vuole ottenere.

Il cupcake gusto CARAMELLO SALATO che ho assaggiato

Io ho assaggiato "caramello salato" e vi assicuro che è un portento: l'ideale è gustarlo una decina di minuti dopo che è stato tolto dal frigo, necessario per conservare al meglio la copertura, ma che raffredda un po' la base, che, quindi, deve avere il tempo di ritornare a temperatura ambiente. Alcuni altri gusti: lampone, vaniglia e cioccolato, mandorle e carote, ecc.

Prelibatezze da Bake&Roll
Un'altra proposta è la cheesecake cotta, che sarebbe la versione newyorkese del famoso dolce americano, senza gelatina ma cotto in forno. Contiene un mix di formaggi, ma non dobbiamo svelare troppo i segreti dei due pasticceri!

Cheesecake di Bake&Roll
E poi le camille, il tiramisù, i muffin, le brioches, le crostatine, i cookies (biscotti), tutto fatto artigianalmente.

In primo piano le crostatine di Bake&Roll
Il tiramisù di Bake&Roll
L'ultimo nato è il gelato, naturalmente prodotto esclusivamente con frutta e ingredienti veri, cioè non con basi preconfezionate. Ho assaggiato il gusto nocciola, con vere nocciole piemontesi tritate fini fini: vi assicuro che è uno dei migliori che abbia mai provato.

Io con Federica :)








lunedì 15 aprile 2019

I gianduiotti

Al loro arrivo, i nostri Ospiti ricevono un "dolce" benvenuto con un prodotto tipicamente piemontese: i gianduiotti.
Sapete come sono nati e chi li ha inventati?

I Gianduiotti al B&B All'Ombra del Ciliegio

Bisogna partire da quando Napoleone Bonaparte impose il blocco dei commerci inglesi, impedendo di fatto le forniture di cacao in tutta l'Europa visto che l'Inghilterra, tramite le sue colonie, ne era il principale esportatore.
Il cacao, quindi, a Torino si trovava poco e costava molto.
Un famoso cioccolataio della città, Michele Prochet, decise quindi di provare a fare un cioccolatino con meno cacao e arricchito da un prodotto più facilmente reperibile: le nocciole tonde del Piemonte, tostate e macinate, riconosciute dagli esperti come le migliori al mondo nell'abbinamento con il cacao.
Una volta trovate le giuste proporzioni per ottenere una pasta morbida e dolce, provò diverse forme per rendere unico questo nuovo cioccolatino e alla fine si ispirò alla sua infanzia, quando viveva vicino a un piccolo specchio d’acqua: pensò di fare una barchetta, scegliendo di farla al contrario, per farla stare dritta e ordinata sul bancone.
Prochet si mise in società con i CAFFAREL che, dopo molti anni dalla scoperta della formula, nel 1865, misero per primi  in produzione quei cioccolatini e ne inventarono e registrarono il nome, in onore della maschera cittadina.
Ma la formula era stata  trovata molti anni prima dal cioccolatiere Michele Prochet che, una volta messosi in società con loro, finì per essere ingiustamente dimenticato in favore dei suoi notissimi soci.
Il gianduiotto fu anche il primo cioccolatino ad essere incartato singolarmente.

martedì 26 marzo 2019

La mia avventura al nuovo Adventure Park di Ameno

Oggi ho partecipato alla giornata di presentazione di un nuovo parco avventura che si trova nel comune di Ameno.

Eccomi a vincere le mie paure! Foto di Enrico Zanoletti.
E' raggiungibile in 5 minuti di auto dal B&B ed è un perfetto luogo per passare una giornata nella natura divertendosi in sicurezza.

L'ingresso del Parco Avventura Le Pigne
Cerco sempre di tenermi aggiornata sulle proposte di svago che offre il nostro territorio, specialmente se possono essere frequentate dai bambini: i genitori sono sempre alla ricerca di qualcosa per tenerli impegnati e qui lo possono fare rimanendo in mezzo alla natura.

Un tratto di uno dei percorsi che ho fatto
L'Adventure Park Le Pigne è stato sviluppato dai fratelli Giuditta e Alessandro Manzetti su idea del cugino Fabio Ceresa, i tre hanno condotto la conferenza stampa illustrando le caratteristiche della struttura, che è totalmente sostenibile: non è stato piantato un chiodo nelle piante, non è stato rovinato l'ambiente e anche al punto di ristoro i materiali sono riciclabili.



Un parco avventura è un parco giochi in altezza, per grandi e piccoli. I 5 percorsi sono di difficoltà diverse e uno di questi porta a una piattaforma a 16 metri da cui si gode un panorama stupendo.
Il pagamento dei percorsi verrà effettuato con un metodo innovativo: i caschetti saranno dotati di microchip che registreranno i percorsi effettuati e alla fine della giornata si pagherà per quanto effettivamente utilizzato.
Alla fine della conferenza stampa si potevano provare i percorsi e, dopo un attimo di esitazione, ho deciso che dovevo "buttarmi" anche io, almeno per una volta!

La carrucola!!!! Foto di Enrico Zanoletti
Il percorso è totalmente sicuro perchè la "linea vita" non viene mai interrotta, un moschettone viene inserito all'inizio del percorso e non viene più sganciato fino alla fine (quello argento), in più ce n'è un altro che si stacca e riattacca ogni volta (quello blu).

Il ponte con le corde.
I percorsi sono molto divertenti, consiglio di portarsi un paio di guantini (anche perchè in alcuni punti c'è della resina che può impiastricciare le mani). Ne ho fatti 3, devo ritornare assolutamente a fare il percorso marrone che è quello che porta alla piattaforma più alta, oggi come prima volta non me la sono sentita!!!!!
Il percorso rosso è un po' più faticoso e la "rete" che va fatta in andata e subito dopo anche in ritorno per me è stata un po' impegnativa, ma io non faccio testo, dato il mio scarso allenamento...

La carrucola che passa sopra al punto di iscrizione-ristoro

Su consiglio della guida escursionistica e istruttore di Nordic Walking Albert Husband ci saranno anche percorsi di orienteering di cui parlerò prossimamente, a cura di Enrico Zanoletti di GeoExplora.
L'apertura ufficiale sarà il 30 marzo.
Questo parco è il primo passo verso la costituzione di un più ampio Outdoor Park che possa proporre attività diverse.