venerdì 8 maggio 2015

Di nuovo in cammino lungo i sentieri del Quadrifoglio.

Lo scorso 2 maggio si è inaugurata ufficialmente la nuova stagione delle passeggiate lungo i 4 anelli di Ameno con alcune iniziative volute dall'Amministrazione Comunale.

La giornata è stata davvero favolosa, sole e cielo limpido, tra due giornate, venerdì e domenica, uggiose e quasi autunnali, c'era veramente tanta gente in giro a piedi per i sentieri.
Le passeggiate organizzate, e gratuite per i camminatori, sono state gentilmente offerte da Albert Husband, guida escursionistica ambientale, da Beate Ilg, , musicista, cantante e  musicoterapeuta, e dal CAI di Gozzano.

I 4 percorsi del Quadrifoglio partono e arrivano ad Ameno, con lunghezze e difficoltà diverse, e permettono di godere appieno della bellezza e della tranquillità delle colline soprastanti il lago d’Orta.

Albert Husband guida il gruppo mattutino

La passeggiata della mattina, condotta da Albert ,si è snodata lungo l’Anello Celeste, che congiunge Ameno alle sue frazioni e alla Riserva Naturale del Monte Mesma. Il cammino passa per Vacciago, dove ci si ferma sul sagrato della chiesa di Sant’Antonio Abate per godere del bellissimo panorama del lago d'Orta, si supera poi il borgo di Lortallo e si percorre la doppia Via Crucis con le cappelle affrescate, che si snoda nei castagneti del Mesma. Nel mezzo, sul monte, il convento francescano e un’incantevole vista sul lago e sul Monte Rosa.
Prima della partenza,Albert ha avvisato che, a causa delle piogge dei giorni precedenti, avrebbe apportato qualche variante al percorso.

Bea fa conoscenza con i componenti del suo gruppo al parco neogotico

Nel primo pomeriggio, invece, Bea ha proposto "In-cantandoci nella natura”, una camminata lungo l’Anello Azzurro per cantare la natura, giocando con la voce e l’ambiente.
Mi sono unita anche io al gruppo e, nella cornice del parco neogotico, Bea ci ha aiutati a conoscerci e ha iniziato a farci "sciogliere" le tensioni con suoni abbinati a movimenti. Quando poi il gruppo si è incamminato purtroppo ho dovuto abbandonarlo per ricevere gli Ospiti in arrivo all'Ombra del Ciliegio.

Il gruppo guidato dal CAI con il capogruppo Valerio Venturini

Anche la passeggiata del CAI, guidata nientepopodimento che dal Presidente Valerio Venturini, è partita nel primo pomeriggio, e ha percorso la totalità dell'Anello Azzurro, mentre Bea ha dimezzato il percorso per poter fare un paio di soste per la meditazione/gioco con i suoni.
L’Anello Azzurro si snoda verso il nord di Ameno scendendo dalla piazza verso la piana agricola dell’Agogna per camminare fra antichi molini e cascine, fra pascoli e boschi. Percorso il centro di Pisogno si torna a sud lungo il torrente Agogna fino ad incontrare un ponticello romano. Si prosegue tra le cascine di Pezzasco per salire infine al centro di Ameno sull’antica mulattiera di Santa Caterina.

Camminando per il borgo di Ameno non è raro imbattersi in affreschi sui muri delle case.

La giornata si è chiusa alle 21.00 al Museo Tornielli con un concerto che, mi è stato raccontato, è stato davvero memorabile.
Protagonisti i sei musicisti di Session Americana, band statunitense che fa sempre vivere al pubblico una esperienza musicale originale: ogni esibizione, infatti, è diversa dalle altre, viene reinterpretata l'esperienza dello spettacolo dal vivo, rendendolo raduno conviviale, con i musicisti seduti intorno ad un tavolo, uno di fronte all'altro, che si scambiano i loro strumenti.


Foto di Claudio Togni.











mercoledì 6 maggio 2015

Il Girolago a Bolzano Novarese

Il 3 maggio il Girolago era a Bolzano Novarese.

La sede della Pro Loco Bolzano Insieme è stato punto di ritrovo e punto di arrivo della bella camminata, iniziativa dei Comuni del Cusio, organizzata da Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone.




Girolago ha come obiettivo quello di farci scoprire, o riscoprire, il territorio che abitiamo e i sentieri che lo attraversano, è una camminata lenta, con tante soste e punti visita che ci aiutano a conoscere le bellezze e le storie del lago d'Orta e delle sue colline.



Il ritrovo, sotto il provvidenziale porticato della Pro Loco, ha avuto anche una parte "ufficiale" con il benvenuto del presidente di Ecomuseo Massimo Bonini, di Laura Noro, consigliere alla Provincia di Novara, del sindaco Giulio Frattini e del direttore di Ecomuseo Andrea del Duca.




Il gruppo,  dopo un caldo caffè, verso le 9.30 si è incamminato per la prima passeggiata della stagione, lunga circa 16 km, composto da almeno una quarantina di coraggiosi che hanno sfidato la pioggerellina fastidiosa e una temperatura non proprio primaverile.



Quando il gruppo è partito io ed il mio collega consigliere Roberto abbiamo dato una mano ad Emanuela e Monica di Ecomuseo a ripulire e sistemare e ci siamo dati appuntamento per le 17 circa per attendere il gruppo.

Le tappe previste erano le seguenti:
Lido di Gozzano, 
Lagna/San Maurizio d'Opaglio presso l'Associazione "La Finestra sul Lago",
Pella San Filiberto per imbarco verso l'isola di Orta San Giulio,
pausa pranzo al sacco al Sacro Monte di Orta (sostituita con la sosta al coperto a Miasino),
Legro - Paese dei Muri Dipinti,
Torre di Buccione.

Il gruppo, pero', a un certo punto si è diviso, complice il freddo e la pioggerella, una parte è rientrata un po' prima e la seconda parte invece ha coraggiosamente scelto di percorrere tutto il tragitto previsto.

Per tutti, all'arrivo una merenda con tisane calde offerte da Ecomuseo e beveraggi offerti dalla Pro Loco.




Le prossime passeggiate saranno il 24 maggio ed il 14 giugno, per informazioni consultare il sito del Girolago.


Il draghetto segnala l'ultima persona della comitiva, la cosiddetta "scopa"








mercoledì 15 aprile 2015

Scartoffie e vecchie foto della ferrovia - Un viaggio nel tempo alla scoperta della storia di Bolzano Novarese - parte 1

Una serata organizzata dall’Amministrazione Comunale ci ha permesso di scoprire nuovi dettagli della storia di Bolzano Novarese, grazie all’impegno nella ricerca di documenti e testimonianze dell’Assessore all’Istruzione, Cultura e Turismo Carlo Frattini, appassionato di storia locale.


La prima parte della serata ha avuto come oggetto la storia del passaggio della ferrovia sul territorio di Bolzano, diviso in 2 parti proprio dalla linea Novara-Domodossola, il cui primo tratto (Novara-Vignale) fu inaugurato nel giugno del 1855, voluto dallo Stato Piemontese per raggiungere il Lago Maggiore passando per Alessandria e Novara.
Già nel 1857, il Sindaco di Orta convocò i Sindaci del circondario per proporre una istanza al governo del Re al fine di autorizzare il passaggio della linea nei territori della Riviera d’Orta. L’amministrazione bolzanese, cogliendo le opportunità di sviluppo per la propria comunità, aderì all’iniziativa, ma passarono 25 anni prima dell’avvio dei lavori.


Nel 1864 fu inaugurato il tratto successivo, fino a Gozzano, ma 10 anni dopo la Società delle Strade Ferrate  manifestò l’intenzione di abbandonare la gestione della linea. Si costituì, quindi, un consorzio tra provincia e comuni interessati per continuarne la gestione e Bolzano Novarese aderì, chiedendo una equa ripartizione delle quote di partecipazione, in proporzione al numero degli abitanti e delle attività sul territorio comunale.

Nel 1879 lo Stato riorganizzò le ferrovie italiane e dette impulso alla progettazione e costruzione di diverse migliaia di chilometri di nuove ferrovie, come già era accaduto nelle principali nazioni europee. La legge (detta Baccarini, dal nome dello statista romagnolo che la ideò) permise anche il proseguo della linea verso il Sempione, ma decretò che un decimo dei costi doveva essere sostenuto dalle province.
Nel 1881 iniziarono i lavori con 45 lotti di terreno espropriati  a 32 proprietari ma il Comune di Bolzano comunicò alla direzione delle Ferrovie alcune condizioni da rispettare, per salvaguardare la sicurezza degli abitanti e del bestiame.


Le richieste furono accolte e il 18 agosto 1884 la ferrovia arrivò ad Orta transitando da Bolzano Novarese.



Il treno non si fermava a Bolzano ma sicuramente esisteva un casello (casello nr. 23) che alloggiava un casellante custode dei passaggi a livello.


La Giunta bolzanese in settembre fece richiesta per ottenere la fermata sul territorio comunale ma necessitavano fondi ingenti che furono recuperati grazie a donazioni di alcuni privati.



Passano però alcuni anni prima che iniziassero i lavori per la costruzione del piazzale della fermata (19 febbraio 1888): in autunno  il treno iniziò a fermarsi a Bolzano.


Nel 1905 venne terminata la ferrovia Arona-Domodossola, con caratteristiche migliori, e quindi la linea “cusiana” diventò di interesse locale.
Nel 1912 la Stazione di Bolzano Novarese partecipa al concorso Stazioni Fiorite e si aggiudica un premio.
Ecco la stazione reinterpretata dagli alunni della scuola primaria:


A fine anni ’60 lo sviluppo del mercato automobilistico privato e del trasporto merci su gomma portarono a una crescente perdita di importanza della linea Novara-Domodossola, la maggior parte dei primi treni diretti non facevano fermata a Bolzano.
Nel 1977, a seguito di piogge insistenti, il fiume Toce si ingrossò e portò via il ponte sulla linea ferroviaria del Sempione, dirottando così i treni sulla Novara-Domossola: a Bolzano transitò persino l’Orient-Express. Fino alla primavera del 1978 transitavano fino a 51 treni al giorno, tra merci e passeggeri.
Negli anni ’80 ci fu un rilancio degli itinerari secondari, nel nostro caso in alternativa alla linea del Sempione, fino a che,  nel 2001, in virtù di un accordo europeo essa diventò un collegamento importante per il traffico merci in direzione centro Europa.
L’arrivo della ferrovia ha sicuramente giovato a Bolzano, portando, con la facilità degli spostamenti, prosperità e benessere ma, a partire dalla fine degli anni ’70 e fino ad oggi, purtroppo, sono aumentati i disagi, con la chiusura di 2 dei 4 passaggi a livello preesistenti, la riduzione delle fermate dei treni passeggeri e il notevole incremento dei passaggi di lunghi treni merci carichi di TIR, che causano lunghe code di auto al passaggio a livello.

Il Sindaco Giulio Frattini introduce la serata sulla ferrovia.
I documenti, insieme ai lavori della scuola primaria, sono visibili presso la mostra "Dalla carrozza all'aereo", aperta fino al 19 aprile presso la Sala Consiliare di Bolzano Novarese.

Testi tratti dalla presentazione dell'Assessore Carlo Frattini.
Foto di Manuela Reggiori e Davide Simoventi.

mercoledì 1 aprile 2015

Giornate FAI di Primavera - parte 3 - Il Convento del Monte Mesma

Eccoci alla terza e ultima parte del racconto della nostra mattinata del 21 marzo scorso alle #giornatefai.
Dopo la visita al borgo di Lortallo, non avendo più molto tempo a disposizione, siamo saliti al Monte Mesma con la navetta messa a disposizione gratuitamente dalla Protezione Civile.
Consigliamo, pero’, la bella passeggiata a salire, sul sentiero costeggiato dalle cappelle della Via Crucis che portano al sagrato su cui si aprono la Chiesa e il Convento e dal quale si puo’ ammirare uno strepitoso paesaggio con il lago d'Orta, il Monte Rosa e le colline novaresi.


Il Monte Mesma si trova tra Ameno e Bolzano Novarese e la sua posizione strategica lo rese favorevole agli insediamenti da tempi molto antichi, una fortificazione, infatti, sorgeva qui già nei primi secoli dopo Cristo, e fu utilizzata e modificata più volte. Il colle fu proprietà del Comune di Novara a inizio '200 e poi passò al Vescovo. Fu distrutto nel 1358 per poi essere ricostruito nel '600 come Convento francescano, voluto da due fratelli, frati minori, appartenenti ad una importante famiglia locale (Giovanni Francesco e Bernardino Obicini).
Il convento francescano si trova a circa 600 metri, i territori circostanti un tempo erano coltivati a vigneti che hanno lasciato posto al bosco a seguito dell’abbandono della loro coltivazione.



Passando per l'ingresso a lato della Chiesa, si raggiungono due piccoli chiostri con colonne di granito su tutti i lati. Il primo, con 3 meridiane, è stato progettato per convogliare l'acqua piovana al centro, in modo da raccoglierla, dopo la depurazione, in una grande cisterna.



 La cisterna è collegata con il pozzo che si trova al centro del secondo chiostro.



Sui lati dei 2 chiostri si aprono le porticine di legno delle vecchie celle dei frati utilizzate tempo fa.


Intorno ai due chiostri si trovano il refettorio (che non abbiamo potuto visitare perchè siamo arrivati proprio all'ora di pranzo) e la "stanza dello stufone", con una bellissima stufa in pietra di Oira nera che si caricava dalla stanza adiacente.



Tramite una scala stretta si sale al piano superiore dove si trova il nuovo dormitorio e dove abbiamo potuto ammirare anche una e una biblioteca ricchissima di volumi antichi, alcuni dei quali, aperti sui leggii ci hanno permesso di ammirare le straordinarie tecniche di scrittura figurata.


La biblioteca non è molto ampia ma ricordava quella del libro di Eco "Il nome della rosa"! E' stipata di libri antichissimi, anche molto grandi, quelli aperti avevano foglio di carta pergamena antichissima. E' in corso un grande lavoro di catalogazione dei volumi, non ancora completato.
I libri sono anche arrivati qui grazie a donazioni nel corso degli anni.



La chiesa di San Francesco è semplice, non ha navate ma 4 cappelle che si aprono sul lato sinistro, è per la maggior parte dipinta di bianco in quanto le decorazioni sono state a suo tempo ritenute non adatte al luogo. Gli unici dipinti rimasti sono quelli di due piccole nicchie ai lati dell'altare.


Ringraziamo di cuore i ciceroni che ci hanno fatto da guide, 3 alunni del Liceo Linguistico di Gozzano, nell'ambito di un progetto speciale legato alle Giornate Fai.


Altre foto qui.
Foto di Manuela Reggiori.
Testi tratti dalla dispensa del FAI redatta da Cosetta Dal Cin.

venerdì 27 marzo 2015

Giornate FAI di Primavera - parte 2 - il Borgo di Lortallo

Dopo aver visitato Villa Decio (vedi post precedente), siamo potuti entrare nella Chiesa di San Grato, abitualmente chiusa, di cui non si conoscono le origini precise ma che si può far risalire a qualche tempo prima del 1639, anno in cui viene citata per la prima volta in atti vescovili.
San Grato è il patrono di Aosta e la leggenda narra che si recò in Terra Santa per cercare la testa tagliata di San Giovanni Battista e che la recuperò in fondo a un pozzo, motivo per cui viene spesso raffigurato con una testa barbuta mozzata tra le mani (ce ne sono due esempi nella Chiesa, una statua e un dipinto, nella foto qui sotto si vede la tela dipinta).


San Grato veniva ritenuto anche il santo protettore dalla grandine e un’altra rappresentazione tipica lo vede convogliare la grandine in un pozzo.
Come spesso vediamo nelle chiese della zona, anche questa ha una finestrella a lato del portale, per permettere ai viandanti di guardare l’interno e pregare anche nel caso trovassero la chiesa chiusa.
Accanto alla chiesa si apre il cancello verso Villa Broglio-Tarditi, la più grande del borgo, che comprende la residenza signorile, un ampio parco e una masseria ristrutturata dove si suppone che una volta alloggiassero le persone che lavoravano nella proprietà.




Alla destra dell’ingresso della proprietà svetta la torre medievale a 4 piani che è considerata una casaforte: l’ingresso avveniva dal terzo piano a più di 6 metri d’altezza (veniva appoggiata una scala per entrare), per scongiurare eventuali invasioni, le aperture sono formate da feritoie. La casaforte è una struttura difensiva nel suo aspetto, riservata alla famiglia signorile, al contrario del castello, dove si riparava tutta la popolazione della comunità, ma la sua vera funzione era quella di affermare il prestigio e il potere della famiglia che la possedeva.


Altre foto qui.
Foto di Manuela Reggiori.
Testi tratti dalle dispense del FAI redatte da Cosetta Dal Cin e Andrea Del Duca.

giovedì 26 marzo 2015

Giornate FAI di primavera 2015 – Parte 1 - Cortili nascosti e Patrioti Cusiani

Lo scorso 21 marzo, come da tradizione,si sono svolte le Giornate Fai di Primavera.
Anche se il tempo non prometteva bene, ci siamo avventurati a visitare alcuni cortili e una chiesa nel Borgo di Lortallo e poi il convento del Monte Mesma, usufruendo di una visita guidata a fronte di un’offerta libera.

Lortallo è frazione del Comune di Ameno e si sviluppa orizzontalmente seguendo la piccola cresta morenica su cui è sorto, ha origini antiche e nel  medioevo aveva probabilmente funzione difensiva, come testimoniano le due torri e alcune parti di mura. Successivamente sono state costruite le ville, una addossata all’altra, che si affacciano con il lato delle entrate sulla strada e con il lato interno verso il Lago d’Orta, con vedute mozzafiato.

Abbiamo iniziato con Villa Decio, che prende il nome da un patriota milanese di origine cusiana che scappò da Milano dopo il suo coinvolgimento nelle Cinque Giornate e fu ospitato nella villa. 
A Decio fu in seguito affidata la missione di favorire l’insurrezione nel varesotto da parte del Conte di Cavour ma il piano fallì a causa di un tradimento, fece poi parte di una spedizione guidata da Garibaldi. Alla fine della sua carriera militare Decio acquistò questa villa e vi trascorse  molto tempo.

Dalla villa si gode un fantastico panorama, con vista anche della Torre di Buccione.


Il figlio, Giulio Decio fu invece un valido archeologo e collaboro’ attivamente alle ricerche collegate agli scavi nel Cusio. Fu, inoltre, organizzatore di eventi sportivi che aiutarono a lanciare la zona nel settore turistico: a inizio 900 partecipo’ all’organizzazione del Campionato Italiano di regate e della prima maratona a tappe del Lago d’Orta.

La villa è tuttora utilizzata dai proprietari come casa di vacanza, ma il piano terreno viene affittato per eventi.

Altre foto qui
Foto di Manuela Reggiori e Davide Simoventi.
Testi tratti dalle dispense del FAI redatte da Cosetta Dal Cin e Andrea Del Duca.

lunedì 9 marzo 2015

Voci di Donne per l'8 Marzo

Ieri, 8 marzo 2015, è stato un bel pomeriggio, alla Biblioteca Comunale Gianni Rodari di Bolzano Novarese.
In occasione della Giornata Internazionale della Donna l'Amministrazione Comunale ha voluto organizzare un'oretta di letture di brani scritti da donne, per restituire a questa giornata il suo significato originale, visto che da diversi anni l’«8 marzo» ha assunto, purtroppo, un carattere sempre più commerciale.

La Giornata Internazionale della Donna è stata istituita nei vari paesi in anni diversi con lo scopo comune di ricordare sia le lotte intraprese per raggiungere conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze di cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo.
Ovviamente erano invitati anche gli uomini ed è stata molto apprezzata la presenza del Sindaco Giulio Frattini e dell'Assessore Carlo Frattini.Una decina le donne intervenute.



All'inizio del pomeriggio ho letto un breve brano dal Talmud, fattomi pervenire da un'Amica che non ha potuto partecipare, e poi la ricostruzione di come si è arrivati ad istituire questa Giornata, con brani tratti dal sito delle Nazioni Unite, di Martina Brusini, collaboratrice del sito Leonardo, e dal sito UDI, a cura di Tilde Capomazza, anche per sfatare il falso mito dell'incendio di New York.

Si sono poi alternate letture di brani biografici, umoristici e storici, mescolando, in maniera simpatica e leggera, aspetti tragici e dolorosi di alcune donne con aspetti invece più scherzosi della nostra vita quotidiana, conditi con ironia sapiente.


Alcune delle letture:
- il primo capitolo del libro di Malala Yousafzai, la giovane pakistana vincitrice del Premio Nobel per la pace, nota per il suo impegno per l'affermazione dei diritti civili e per il diritto all'istruzione delle donne, bandito dai talebani. Nel brano abbiamo scoperto come è stata ferita in un agguato dei talebani.
- l'elogio della minestrina di Lella Costa.
- la storia di Emmeline Pankhurst, fondatrice delle suffraggette,
- un paio di brani scherzosi di Luciana Littizzetto su aspetti quotidiani della vita delle donne (bellezza, invecchiamento),
- due brani e la biografia di Assia Djebar, scrittrice, poetessa, saggista, regista e sceneggiatrice algerina morta nel febbraio del 2015, il tema principale delle sue opere è la condizione della donna in Algeria. E' stata la prima autrice del Maghreb a essere ammessa all'Académie française.
Ed altri brani.


Il pomeriggio doveva essere breve, avevamo pensato a un'oretta, ma il tempo è volato, commentando i brani e prendendo atto di quanto rimane da fare, ma anche sorridendo e chiacchierando.
Abbiamo tirato le 19!!!
E' stata un'esperienza molto positiva che si ripeterà sicuramente.
Al termine ci siamo rifocillate con un buon té e biscotti offerto dal b&b All'Ombra del Ciliegio.