martedì 21 febbraio 2017

Mobilità sostenibile sul Lago d’Orta.

Oggi ho finalmente avuto la possibilità di provare una bicicletta a pedalata assistita.

L’occasione è stata la conferenza stampa che si è svolta a Pella, organizzata per la firma di protocolli di intesa tra Provincia di Novara, Comune di Pella, Navigazione Lago d’Orta ed Etraction contenenti le direttive sul coordinamento tra le attività di servizio pubblico su acqua (e non) e la sentieristica, la ciclabilità e i servizi turistici.

Le biciclette a disposizione erano una city-bike e una mountain bike, naturalmente ho scelto la più semplice :D
In due parole Francesco mi ha spiegato come funziona l'accensione del motore e la regolazione delle varie velocità.
Francesco di Etraction mi spiega il funzionamento della E-bike (foto di Alessandra Cacciatore).
Niente di più semplice: oltre al tasto per "accendere-spegnere" il motore, bisogna soltanto premere sul tasto MODE per aumentare o diminuire la velocità della "spinta" assistita, ci sono 5 posizioni.

I comandi della E-bike.

Quindi non mi sono fatta pregare e sono salita in sella per fare un breve giro sulla strada che da Pella costeggia il lago d'Orta verso Lagna.
Certo si tratta di un percorso piatto, ma non mi sono avventurata nelle stradine più pendenti per non strafare con un mezzo non mio...

Eccomi mentre salgo in sella :)
Devo dire che le prestazioni sono notevoli :)
All'inizio un brevissimo momento per familiarizzare col mezzo, un po' spaesata dal fatto che già nel momento in cui si spinge per avviare la bici, la pedalata viene assistita in base alla velocità impostata sul comando.
Poi pero' è tutto più fluido... e sulle salitine devo dire che è veramente piacevole.
L'idea - per me non allenata alle salite - di poter fare dei percorsi qui intorno al B&B nonostante i sali-scendi, mi alletta veramente. 
Credo che questa sia una modalità per portare a scoprire il nostro territorio non solo i turisti, ma magari anche chi come me non è una ciclista provetta ma amerebbe girare non in auto ma più a contatto con la natura.
Ringrazio Etraction che mi ha dato questa possibilità :)

A Pella è stata installata una colonnina per la ricarica. Questo permetterà a chi noleggerà le e-bike dagli amici di Etraction di prolungare i propri giri, e magari anche di completare l'intero perimetro del lago d'Orta!

La colonnina di ricarica installata a Pella da Etraction

Anche il Sindaco di Pella e il Presidente della Provincia di Novara hanno provato le e-bike (loro si sono avventurati per le strade con la versione  mountain-bike).
Erano presenti i giornalisti che si sono fatti raccontare il funzionamento delle ebike, e i progetti relativi ai protocolli di intesa che sono stati successivamente firmati e che sono stati illustrati in modo più dettagliato da Alfredo Corazza della Provincia di Novara.
Laura Noro, consigliere provinciale, ha spiegato che si è così iniziato a coronare il lavoro intrapreso già da un anno per favorire lo sviluppo di un turismo sostenibile che permetta di scoprire i nostri bei territori, auspicando la messa in rete non solo degli enti e della pubblica amministrazione ma anche di imprenditori privati, così come è successo oggi.

Laura Noro, Moreno Lubelli (Navigazione Lago d'Orta), il sindaco di Pella, il Presidente Besozzi e Francesco Beltrami (Etraction).
Moreno Lubelli della Navigazione Lago d'Orta, che si sta impegnando molto sul fronte del trasporto delle biciclette, ha comunicato che tale trasporto verrà effettuato gratuitamente. Il ciclista, quindi, pagherà soltanto il normale biglietto personale.
Francesco Beltrami di Etraction ha manifestato la speranza di poter a breve procedere con altre installazioni di colonnine di ricarica, per poter permettere il giro completo del lago d'Orta.

Oggi secondo me si è fatto un bel passo avanti per proporre un'immagine migliore del turismo nella zona del lago d'Orta, con una rete di servizi più coordinata.
Complimenti a tutti!




lunedì 2 gennaio 2017

A Natale puoi...

Questo è il nome della giornata dedicata al Natale organizzata da Comune e Pro Loco a Bolzano Novarese, il nostro piccolo paesello di circa 1100 anime.

Da quest'anno si sono "fuse" le giornate che, nel passato, erano separatamente dedicate ai mercatini (a fine novembre) e al Natale vero e proprio, con Babbo Natale (a dicembre).

La manifestazione ha funzionato bene perché ha fuso semplicità, genuinità, valorizzazione delle tradizioni, del lavoro e dell'impegno artigianale.

Il villaggio degli gnomi ha riscosso grande successo: un lavoro manuale enorme di Carlo Frattini e Ilario Godi, durato quasi un anno, che ha entusiasmato bambini e adulti, curato nei minimi dettagli e sviluppato con una grande dose di creatività, oltre che di manualità. Complimenti ai nostri due concittadini!

Il villaggio degli gnomi a Bolzano Novarese (colline del lago d'Orta)

Il presepe nella chiesa parrocchiale a ogni edizione si arricchisce di nuovi meccanismi: quest'anno anche la neve!

A pranzo polenta e tapulone/gorgonzola, e come dolce lo strudel, che si poteva gustare anche in piazza a merenda, insieme a vin brulé e cioccolata, ascoltando la musica di Menny B. Good camminando tranquillamente tra le bancarelle del centro storico: come tutti gli anni sono stati proposti solo articoli rigorosamente prodotti artigianalmente.

Menny B. Good e la sua musica, Babbo Natale intrattiene i bambini. A Bolzano Novarese (colline del lago d'Orta)

Sempre nel centro storico, Babbo Natale ha intrattenuto i bambini e poi ancora la casa della Befana nella antica casa parrocchiale, con i ragazzi della compagnia dell'Albero Cavo che hanno saputo intrattenere e stupire i bambini con le loro trovate.

Nella sala consiliare, per finire, la mostra dei giocattoli antichi, una chicca visitabile fino al 6 gennaio compreso, dalle 16 alle 18 - Ingresso libero.
Ci sono giocattoli che ricordo anche io (i cubetti, il gioco dell'oca) e ci sono pezzi davvero antichi, alcuni dei quali ancora funzionanti, come il caleidoscopio, quello che mi ha colpito di più.

Il caleidoscopio antico. A Bolzano Novarese (colline del lago d'Orta)

Per vedere altre foto cliccare qui.




martedì 27 settembre 2016

Scoprire la vita del tempo che fu.

L’ultimo concerto della rassegna musicale Un Paese a Sei Corde si è svolto a Santa Cristina – frazione di Borgomanero – e mi ha dato la possibilità di scoprire una piccola realtà museale che non conoscevo e che vale veramente la pena di visitare.
Il concerto di Giangi Parigini si è svolto nella bella cantina con i "volt" del Museo della Civiltà Agricola, nella quale era allestita una bella mostra fotografica con scatti che ponevano a confronto alcune vedute del paese attuale con le stesse vedute di tanti anni fa.

Questo luogo andrebbe fatto visitare ai bambini delle scuole, sarebbe certamente una visita molto istruttiva.

In attesa del concerto, quindi, sono salita per la scala che, al primo piano, porta alla scuola, e al secondo piano al museo. Già per le scale ci si sente catapultati in un mondo diverso, che sembra così lontano….ai muri tante fotografie raccolte tra gli abitanti di Santa Cristina verso la fine degli anni Ottanta, che hanno dato origine al museo.

La prima rampa di scale che porta al secondo piano dove si trova il Museo.

La seconda rampa di scale, da cui si vede l'ingresso del Museo.

Alla fine delle scale, sulla sinistra si apre la galleria che porta alle varie sale, mentre a destra vi sono alcune piccole salette dedicate ai temi della devozione popolare e dei riti ad essa connessi (processioni, confraternite, ecc.). Vi si trova anche il calendario perenne dei contadini e la ricostruzione di una cascina dell’800.

Il percorso prevede per prima la visita delle salette e poi della galleria, che occupa tutta la lunghezza del museo, e sulla quale si affacciano gli ingressi delle 5 sale tematiche.

La galleria.

La galleria è tappezzata dalle fotografie che hanno dato vita al museo ed è dedicata alla vita lavorativa e agli attrezzi che venivano utilizzati per lavorare il terreno, lavorare e trasportare i prodotti. Sono esposti veramente tantissimi oggetti e osservando ognuno di essi ho tentato di immaginare le epoche e le situazioni in cui veniva utilizzato, tante storie che rimangono in vita grazie a queste iniziative che dovrebbero essere aiutate e fatte conoscere.
In fondo alla galleria si entra nella Sala 1 che è dedicata agli antichi mestieri e dove ritroviamo gli attrezzi dell’ombrellaio, dell’arrotino, dello stagnino e poi quelli per macellare gli animali , per lavorare la lana, il ferro, il cuoio, il legno, e tanti altri.
Chissà se i bambini di oggi sarebbero affascinati da questi oggetti…
La successiva Sala 2 è quella che mi ha colpito di più: vi è ricostruita un’aula scolastica, con i banchi in legno, la lavagna, il pallottoliere, la cattedra, i cartelloni appesi ai muri e addirittura il manichino di una ipotetica maestra con il suo abbigliamento severo.

La ricostruzione dell'aula scolastica.
La sala viene utilizzata per laboratori didattici, facendo sedere i bimbi nei banchi e facendo loro utilizzare pennino e inchiostro per scrivere…

Nella Sala 3 è ricostruita una cucina, il locale più vissuto della casa, fulcro della vita domestica.

Anche la Sala 4 mi ha molto affascinata: è la ricostruzione della camera da letto. Dai ricordi dei miei genitori e da quanto scritto nel volantino del museo, la camera da letto ospitava sempre più persone del dovuto, più bambini dormivano in un letto e magari più coppie nella stessa stanza, separate da tende. Ce lo ricordiamo anche dai film che hanno testimoniato la vita contadina di quei tempi.
Nella stanza non solo i caratteristici oggetti, ma anche la biancheria intima e da letto di allora, cotonine finissime, pizzi e trine fatte a mano.

La ricostruzione della camera da letto.
La sala 5 è dedicata al tempo libero.

Non ho avuto molto tempo per osservare bene le sale in quanto il concerto stava per iniziare, quindi mi sono ripromessa di tornare con più calma e ammirare ogni singolo dettaglio.

Info di servizio:
l’ingresso del museo si trova alla sinistra della Chiesa di Santa Cristina, posteggio gratuito davanti al museo, apertura la prima domenica del mese 14.30-18.00 – Ingresso gratuito con offerta libera per il mantenimento del museo.
Informazioni tratte dal volantino del Museo.






venerdì 23 settembre 2016

Santa Maria di Luzzara e gli oratori campestri.

Una domenica di settembre ho avuto modo di visitare l'oratorio campestre di Santa Maria di Luzzara.
Nel mettermi a scrivere queste poche righe mi sono resa conto che non avevo ben chiaro il significato di "oratorio campestre", anche se è intuibile, e così ho cercato in rete:

Secondo il Codex iuris canonici (raccolta ufficiale di norme vigenti nel diritto canonico), luogo destinato (...) al culto divino in favore di una comunità o di un gruppo di fedeli e al quale possono accedere anche altri fedeli (...); sono considerati oratori a tutti gli effetti anche le cappelle dei cimiteri appartenenti a qualche comunità o ceto di persone. Tradizionalmente gli oratori erano cappelle isolate, di piccole dimensioni, diffusi fin dai primi tempi del cristianesimo, attigui ai monasteri o alle chiese. (http://www.treccani.it/enciclopedia/oratorio/)

La Provincia e la Atl di Novara hanno pubblicato un volumetto molto carino, sugli oratori campestri del novarese dove compaiono sia S.Maria di Luzzara che S.Martino di Ingravo di Bolzano Novarese, a cui ho dedicato qualche articolo con la spiegazione dei magnifici affreschi.

Tornando a S.Maria di Luzzara: si trova a 8 minuti di auto dal B&B, ma si può raggiungere facilmente anche a piedi o in mtb partendo dal Lido di Gozzano.

Facciata dell'oratorio di S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta.

L'antico toponimo a cui deve il nome questo oratorio è "Luciaria", termine che deriva probabilmente dal latino "lucus", cioè "bosco".
L'epoca di edificazione della chiesa viene stimato da alcuni nell'XI secolo e da altri alla fine del XIV.

Due note caratteristiche di questa chiesa sono le tre absidi concatenate - cosa rarissima nelle chiese romaniche occidentali - e il campanile a vela.

Le 3 absidi concatenate dell'oratorio di S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta.
Gli affreschi risalgono a circa il XV secolo e sono tutti molto danneggiati, sia dal tempo che da fori di proiettili dell’ultima guerra.
All'esterno si scorge sulla sinistra San Cristoforo, che era sempre rappresentato in grandi dimensioni perchè i viaggiatori - di cui è patrono - potessero vederlo e invocarlo anche passando lontano dalla chiesa.
Anche all'interno si è recuperato poco, gli unici dipinti che si possono ammirare quasi nella loro interezza sono una Madonna e un San Paolo.

Madonna col Bambino e San Paolo - S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta
Il dipinto più antico è quello dell'abside di sinistra, attribuito a Francesco Cagnola, che rappresenta l'Incoronazione della Vergine.

Incoronazione della Vergine - S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta
Purtroppo gli affreschi delle absidi centrale e di destra sono stati coperti da dipinti di epoche successive.
A Cagnola è attribuito anche il grande affresco sopra l'arco centrale, che rappresenta una grande Crocifissione.

La Crocifissione - S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta

Purtroppo la chiesetta normalmente è chiusa. Io ho avuto modo di visitarla perchè era la domenica della festa annuale, e si stava per celebrare la messa.

Testi tratti dal volantino pubblicato a cura della Commissione Cultura e Territorio della Comunità Pastorale di Gozzano e dal sito www.orta.net

S.Maria di Luzzara - Lago d'Orta









domenica 28 agosto 2016

La chiesa di San Gaudenzio a Baceno

Era da parecchio tempo che desideravo visitare la chiesa di San Gaudenzio a Baceno - monumento nazionale - perchè diverse persone me l'avevano descritta come un luogo assolutamente da vedere.
Finalmente oggi ho deciso che il pomeriggio era per me e con il mio fido destriero ho intrapreso la motopasseggiata.

La mia Hornet davanti alla Chiesa di San Gaudenzio a Baceno.
Baceno dista dal nostro b&b un'ottantina di chilometri e la via più rapida è quella di fare l'autostrada verso il Sempione: ho costeggiato la sponda orientale del lago d'Orta e a Omegna sono salita sulla superstrada che poi diventa autostrada.
Ho percorso la Val d'Ossola e ho preso l'uscita per Crodo (non c'è pedaggio su questo tratto). Seguendo le indicazioni per Pontemaglio e Crodo poi compaiono quelle per Baceno.
Dopo l'uscita dall'autostrada il percorso è un po' più movimentato e si passa in paesini con casette e chiesette bellissimi.
A Baceno è sufficiente seguire le indicazioni e si arriva nel posteggio (gratuito) dove la chiesa si manifesta nella sua imponenza, con il gigantesco San Cristoforo affrescato affinchè i viaggiatori (ne è il patrono) potessero vederlo da lontano, durante i loro cammini nei pressi della chiesa.

La chiesa di San Gaudenzio - Baceno.

San Cristoforo - Chiesa di San Gaudenzio - Baceno

Gli orari di apertura per le visite sono riportati nel sito della chiesa. L'ingresso è gratuito ma ci sono diversi contenitori per il mantenimento della chiesa e degli affreschi.

La chiesa è sorta nella sua prima "versione" attorno al 1000 e fu rimaneggiata più volte.
Quando sono entrata sono rimasta sbalordita per la ricchezza di affreschi presenti: la chiesa ne è praticamente ricoperta completamente e sono quasi tutti in buono stato. Una particolarità è il pavimento, decisamente in salita (ci sono circa 90 cm di dislivello tra l'ingresso e l'area dell'altare).

L'interno della chiesa di San Gaudenzio - Baceno.

In fondo alla navata di destra (guardando l'altare) si trova la cappella della Madonna, "considerata (artisticamente parlando) la parte più bella e antica della chiesa" (cit.), affrescata con scene della storia di Maria.
La cappella della Madonna nella chiesa di San Gaudenzio - Baceno.
Due ante barocche rovinano gli affreschi precedenti purtroppo...
Sulla destra, un po' nascosta, una elegante Madonna del Latte.

La Madonna del Latte nella Chiesa di San Gaudenzio - Baceno.
Sull'arco di sinistra si vede un curioso affresco, sembra rappresentare degli ex-voto antichi.

La cappella della Madonna - Chiesa di San Gaudenzio - Baceno.
Personalmente, mi piace tanto questa Annunciazione:

Annunciazione - Chiesa di San Gaudenzio - Baceno.

Altri due affreschi che mi hanno colpito sono quello di Adamo ed Eva e quello di Lucifero, che si trovano nella zona destra del presbiterio. Ho trovato spiegazioni interessanti nell'articolo di Fabio Casalini sul blog I Viaggiatori Ignoranti che vi invito a leggere.

Non c'è una cripta, ma a metà della navata di destra una scaletta scende nella "grotta di Lourdes", niente di particolarmente interessante, ma è stata realizzata dagli abitanti e sono presenti molti ex-voto.
Ci sono molti altari di epoche successive ma si tratta di opere di periodi artistici che mi piacciono di meno...

Proseguendo nella valle, dopo Crodo si trovano le Terme di Premia e in cima alla valle le bellissime cascate del fiume Toce.

Sulla strada del ritorno ho avuto tempo solo di fotografare l'esterno di due chiese che potrebbero essere oggetto di prossime visite:

- la chiesa pievana dei SS. Pietro e Paolo a Crevoladossola, edificata nel 1331;

La chiesa pievana dei SS. Pietro e Paolo a Crevoladossola

- San Bartolomeo a Villadossola, seconda metà del XII secolo, uno degli edifici romanici meglio conservati e che ha il campanile più bello della Valdossola.

La chiesa di San Bartolomeo a Villadossola

Fonti:
Archeocarta
Medioevo.org




lunedì 1 agosto 2016

In una stretta valle

La motopasseggiata di oggi mi ha portato a Campello Monti, in fondo alla Val Strona, una valle stretta stretta, con una strada a volte pure molto stretta e tortuosa.

Dal B&B sono circa 38 chilometri di curve e bei paesaggi, ma non è un giro circolare, quando si arriva in fondo alla valle è necessario tornare indietro per la stessa strada fino ad Omegna, dove si puo' decidere se rientrare al B&B costeggiando la costa orientale oppure quella occidentale (così come è da decidere all'andata).


Io ho percorso per prima la sponda orientale, godendomi l'acceso blu del lago d'Orta in una mattinata limpida e non afosa (dopo i temporali del giorno prima).
A Omegna bisogna entrare in paese e seguire i cartelli per la Valle Strona, non prima di aver fatto il pieno di carburante perchè poi non ci sono distributori.


La strada è tortuosa e in alcuni punti molto stretta, tra Germagno e Massiola l'asfalto è abbastanza degradato e lungo il ciglio della strada rovi e felci ingombrano e rimanendo a destra per non invadere lo spazio di un eventuale veicolo in senso inverso non è raro urtare la vegetazione. In alcuni punti mi sono anche sentita di suonare il clacson tanto le curve erano cieche e strette. Insomma, un primo tratto che per il mototurista non concede molto spazio per ammirare il panorama, ma a velocità ridotta si puo' fare anche quello :)


Verso la parte finale della valle la strada si allarga e l'asfalto è migliore, a Campello Monti ho visto le indicazioni per un paio di ristoranti, di cui uno con camere. Lungo il percorso non ne ho visti poi molti, e neanche bar.
Si possono visitare il museo del legno, ci sono anche molte botteghe artigiane.
Alcuni paesini sono di origine Walser e la valle ne mantiene vive le tradizioni.
Oggi non avevo tempo di visitare tutto cio' che la Valle offre ma mi sono ripromessa di dedicarle un giorno intero appena possibile.

Qui la mappa e qui un po' di informazioni.

La prossima volta voglio deviare verso Germagno. Ci dovrebbe essere la sede di monaci che coltivano la frutta e ne fanno marmellate molto buone: le ho potute gustare un anno fa in occasione di un evento ad Ameno.

Tornando verso Omegna mi è sembrato che la strada fosse migliore, forse stare sul lato opposto della carreggiata facilita la guida.



martedì 26 luglio 2016

Tra boschi e oratori campestri.

La Colma e la Cremosina, due strade abbastanza rinomate tra i motociclisti della zona ma anche bei percorsi per una motopasseggiata che coniuga divertimento sulle due ruote, natura e cultura.

La base di partenza e arrivo è il nostro B&B, situato in posizione strategica rispetto a diversi itinerari interessanti, e rispetto ai due laghi (Maggiore e Orta).

Il primo tratto, di circa 11 km, passati Gozzano e S.Maurizio d'Opaglio, porta a scendere verso il lago a Lagna per arrivare poi a Pella. Si costeggiano le spiaggette e le acque pulite del Cusio e si passa davanti alla Chiesa di impianto romanico di San Filiberto, purtroppo quasi sempre chiusa, che, secondo la tradizione, è la più antica cappella della riviera occidentale del lago d'Orta (XI secolo).

Il lago d'Orta visto dalla chiesa di S.Filiberto di Pella.
A Pella si può fare una sosta alla Pasticceria Torre per una brioche con panna, gelato o Nutella  (se di domenica mattina) oppure per un ottimo gelato se transitate in altro giorno e orario.
La passeggiata di Pella è isola pedonale, ci sono posteggi gratuiti un po' dappertutto.
Volendo visitare l'isola di San Giulio ci sono gli attracchi della Navigazione del Lago d'Orta sia davanti alla chiesa di S.Filiberto, che in fondo alla piazza di Pella.

Proseguendo il giro si risale sulla s.p. 46 e si prosegue fino alla deviazione per Civiasco, superando il bivio che porta al Santuario della Madonna del Sasso, oppure salendo per visitare la chiesa e godere del panorama sul lago d'Orta. La Chiesa si trova su uno sperone di roccia granitica, materiale oggetto di sfruttamento industriale tra la metà del 1800 e la metà del 1900.

Il santuario della Madonna del Sasso, a Boleto.

Le condizioni dell'asfalto della strada verso Civiasco non sono molto buone, ma il paesaggio ripaga: molto verde, paesini disseminati di piccoli oratori campestri, poco traffico (sono le 11 di un martedì mattina). I primi chilometri regalano scorci del lago d'Orta e, dietro una curva, una bella sorpresa!
Dopo un momento di panico, essendo completamente esposta ad eventuali cornate...., quando le mucche sono transitate riesco anche a fare la foto di rito :)

Le mucche sulla strada per Civiasco.
Non programmate di bervi un caffè o un aperitivo al bar in cima al passo, perchè alla sommità del passo della Colma non c'è proprio nulla, si inizia subito a scendere verso Varallo Sesia (25 km circa da Pella) dove si puo' fare tappa per visitare il borgo e il Sacro Monte.

Veduta del Sacro Monte di Varallo dalla stazione ferroviaria.

Il giro prosegue per 7 km verso Borgosesia, su una strada meno bella anche se pure nel verde, da dove si svolta verso Valduggia per percorrere la Cremosina, bella strada con curve dolci e con asfalto nettamente migliore.

Una settantina di km adatti per un giro da svolgere in poco tempo oppure, facendo tutte le tappe indicate, per riempire una bella giornata.

Qui la mappa.